Diamante o Brillante quali le differenze

Diamante taglio brillanteI diamanti sono il gioiello preferito da qualsiasi donna, quello che spera gli sia regalato almeno una volta nella vita. Nonostante sia tra i più richiesti e amati, non molti conoscono però la differenza tra diamante e brillante. Ecco quindi una rapida guida su quello che bisogna sapere su entrambi.

La differenza tra diamanti e brillanti
I termini ‘diamante’ e ‘brillante’ in realtà indicano la medesima materia prima. Il primo, infatti, si usa per riferirsi alla pietra preziosa, tagliata in qualunque modo e incastonata in qualsiasi gioiello. Con la parola brillante, invece, si definisce il tipo di taglio che viene realizzato sulla materia prima. È una lavorazione che permette di creare ben 57 facce sul piccolo oggetto, che possono arrivare a 58 nel caso in cui anche la punta venga ulteriormente lavorata. In questo modo il diamante acquisirà uno splendore ed una brillantezza unica, capace di far innamorare qualsiasi donna. Nonostante la pietra possa avere forme, dimensioni e colori differenti, il taglio definito brillante resta il più richiesto è prezioso. Il perché va ricercato nelle caratteristiche che questo tipo di lavorazione conferisce alla pietra. Risulta più lucente ed ogni sfaccettatura che avrà il diamante finito sarà frutto di uno studio dettagliato che serve per poter valorizzare al massimo a materia prima, conferendogli brillantezza. Proprio da questa caratteristica viene il nome del taglio tanto amato dalle donne e dalle ragazze. Per realizzare un brillante viene eliminata una parte non trascurabile della pietra, che alla fine peserà meno rispetto alla quantità presente in partenza. Questo è uno dei motivi per cui i diamanti tagliati in questo modo sono più pregiati e meno comuni, oltre ad avere un prezzo più elevato in quanto la pietra è stata frazionata e c’è stato un duro lavoro da parte dell’artigiano esperto.

Il prezioso diamante
Il diamante di per sè è un minerale che si trova in natura, formato solamente da carbonio. Viene spesso comparato alla grafite perché ha la sua stessa composizione chimica, ma è più compatto e duro: si tratta in realtà del materiale finora conosciuto più resistente al mondo. Per riuscire a lavorarlo si utilizzano attrezzi che abbiano una punta in diamante, essendo l’unico materiale che riesce a scalfirlo. La maggior parte degli esemplari che si trovano in natura non sono del tutto trasparenti e privi di colori, quindi non vengono impiegati in gioielleria, ma trovano il loro utilizzo all’interno delle industrie. Per questo il diamante è così prezioso, perché quello limpido e brillante è molto raro, quindi costoso. Il luogo dove vengono estratti i diamanti e attualmente l’Australia, ma anche in Russia ed Africa si trovano molto miniere ancora utilizzate e non del tutto esaurite. Non tutte le pietre sono adatte per la gioielleria o presentano le caratteristiche necessarie per essere vendute ad un buon prezzo. Per valutarne il valore vengono valutate le 4 C, cioè i quattro presupposti che deve avere un diamante perfetto. Questi sono: il colore (colour), i carati (carat) quindi il peso, la purezza (clarity) ed il taglio (cut).

Guida all’acquisto
Il taglio definito brillante non viene utilizzato solamente con i diamanti, ma con qualunque tipo di pietra. Onde evitare truffe è necessario sapere bene cosa si sta acquistando e conoscere la materia prima utilizzata per la realizzazione del gioiello. Per acquistare un diamante taglio brillante è quindi importante specificare al rivenditore il tipo di pietra che si preferisce. Negli ultimi tempi è di moda la lavorazione degli zirconi, cioè elementi vitrei, che vengono intagliati come gioielli più raffinati e di maggior pregio, confondendo il consumatore meno esperto. Solitamente i diamanti vengono incastonati per lo più in anelli, oppure in collane, diademi, bracciali ed orecchini. Il gioiello più famoso è il solitario, caratterizzato da un’unica pietra che diventa la protagonista dell’accessorio, brillante e luminosa. Molto noti sono anche i trilogy, anelli caratterizzati da ben tre pietre ed amati per il loro design e la ricchezza che rappresentano. Il diamante è dunque il regalo perfetto per simboleggiare amore puro ed eterno.

I vari tagli
Il diamante taglio brillante ha una forma circolare e tantissime sfaccettature che, quando colpite da un raggio luminoso, lo riflettono molteplici volte, facendolo brillare. Per realizzare un taglio brillante, l’artigiano deve rispettare alcuni rapporti dettati dalla geometria, affinché la pietra abbia le giuste proporzioni e sia il più luminoso possibile. Il diamante, però, può essere tagliato in molte forme, a seconda del tipo di incastonatura che bisogna fare. Oltre alla classica tonda vi è quella ovale, la cui forma vista dall’alto è di un cerchio schiacciato alle due estremità laterali e quella definita a smeraldo, perché più utilizzata con questo tipo di materia prima; il risultato è un diamante che ha otto lati, di cui i due alla sommità più stretti, mentre quelli laterali più lunghi. Infine vi è il taglio a goccia, in cui la pietra assume le sembianze di una gocciolina d’acqua, anche in questo caso particolarmente sfavillante e luminosa. Il più amato resta però il classico taglio brillante che conferisce al diamante una bellezza ed un fascino senza tempo, intramontabile.

Come si diventa un Banco Metalli e quali sono i campi merceologici di applicazione

Professionisti ORO - Banco metalliIl Banco Metalli è una società vera e propria a tutti gli effetti, che è iscritta nell’elenco che raggruppa gli operatori che fanno commercio in oro. Questo tipo di società deve essere autorizzata alla sua attività dalla Banca d’Italia, la quale verifica che sia in possesso di tutti i requisiti necessari, dettati dalla normativa di legge in vigore e che le consentano di essere un operatore autorizzato nel settore della compravendita di oro e metalli preziosi.

Il Banco dei Metalli deve possedere quindi tutte le autorizzazioni necessarie sia per poter comprare che per vendere all’ingrosso i metalli preziosi. Questi vengono successivamente riuniti, poi fusi e rivenduti al dettaglio. Inoltre questo tipo di società deve avere tutti i requisiti, secondo la legge in vigore, per produrre e successivamente vendere l’oro da investimento, ossia i lingotti oppure le monete d’oro.

In altre parole un Banco dei metalli non solo commercia in oro, argento, platino oppure palladio, ma tratta anche gli orologi di marca, diversi tipi di gioielli, le monete d’oro e perfino commercia pietre preziose. La sua attività quindi consiste in un vero e proprio commercio al dettaglio che viene regolamentato dalla attuale legge 17/1/2000 num.7 per molte tipologie di metalli preziosi. Inoltre recupera anche i metalli e i preziosi che sono destinati a uso dentale.

Inoltre gli istituti bancari spesso forniscono dei metalli preziosi mediante cessione o prestito d’uso: coloro che quindi sono interessati all’acquisto oppure al prestito d’uso di oro sono proprio gli orafi che fanno commercio in metalli preziosi oppure quelle aziende che fanno lavorazioni in oro o che lo consegnano ad altre aziende ad esclusivo uso per lavorazione. La banca quindi può vendere lingotti anche a privati sebbene in questo caso non riacquista il metallo. È qui che il Cliente ha la necessità di rivolgersi a un soggetto che fa da intermediario e che sia abilitato a ciò, come ad esempio un orafo oppure un “Banco Metalli”.

Bisogna quindi distinguere tra l’attività di cessione e di prestito d’uso dell’oro, la quale è consentita solo agli istituti bancari, i quali vendono solo e non riacquistano, dall’attività per cui i Banco Metalli sono autorizzati.

Ma come un Banco Metalli può riuscire a ottenere l’autorizzazione al commercio dell’oro? L’autorizzazione si deve richiedere in primis alle banche e poi anche a società private apposite. Infatti l’autorizzazione al commercio d’oro di tipo professionale è concessa agli istituti bancari solo da parte della Banca d’Italia e soltanto in seguito a un comunicazione relativa all’Ufficio Cambi.

I soggetti, dal punto di vista giuridico, che possono richiedere ed avere l’autorizzazione a commerciare in oro sono coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti.

La società deve avere una di queste forme giuridiche:
- società per azioni (Spa);
- società in accomandita per azioni (Sapa);
- società a responsabilità limitata (Srl);
- società cooperativa
in tutti i casi deve avere un capitale sociale che deve essere versato per intero, e che sia pari almeno a quello minimo previsto da una società per azioni, quindi 120.000,00 euro;
- l’oggetto sociale della società deve essere commercio in oro;
- coloro che hanno la loro partecipazione al capitale societario, gli amministratori e quei dipendenti con la funzione di direzione tecnica o commerciale, devono tutti possedere requisiti di onorabilità che sono previsti dal decreto del 1 settembre del 1993, numero 385, in particolare dagli articoli 108, 109 e 16, comma 2, in materia creditizia e bancaria.

Quindi per un Banco Metalli esistono precisi obblighi di legge. Innanzitutto esiste l’obbligo di fare la dichiarazione delle operazioni ad eccezione ad esempio dei trasferimenti di oro per la lavorazione, in prova oppure in visione e in conto deposito. Ciò secondo l’ art. 1, comma 2 della Legge n. 7/2000 sempre che l’operazione venga supportata da una documentazione della doganale che sia idonea e che attesti il transito dell’oro per importazione o per esportazione temporanea e la successiva operazione contraria. Se tale documentazione non può essere prodotta l’operazione deve essere dichiarata.

La “Circolare UIC 28 marzo del 2001″ inoltre definisce in che modo si dichiarano le operazioni che si svolgono per l’oro. In questa circolare vengono descritte le modalità di utilizzo di un software che permette la compilazione delle dichiarazioni relative alle operazioni con l’oro, come previsto da un provvedimento che è stato emanato dall’Ufficio Cambi nel luglio 2000. Questo determina sia i contenuti che le modalità delle dichiarazioni e delle comunicazioni di coloro che commerciano oro in modo professionale, secondo la Legge n. 7 del 17 gennaio 2000, ossia la nuova regolamentazione del mercato dell’oro, come attuazione della direttiva del Consiglio 98/80/CE che è stata emanata il 12 ottobre 1998.

Quotazione o fixing oro?

fixing oro da investimentoNell’ultimo periodo, quello dell’oro è diventato un mercato decisamente molto interessante, dato il grande numero di investitori che hanno deciso capitalizzare i propri risparmi. Prima di scendere più nel dettaglio e di capire come fare quotare l’oro, è bene precisare che ad investire nell’oro non sono solo i grandi risparmiatori ma, molto più genericamente, tutti coloro che per una vita hanno messo da parte qualche risparmio certi di poter effettuare un investimento redditizio.

Ma come fare per non sbagliare? Quando si ha a che fare con l’oro, la prima e più importante cosa da fare riguarda le quotazioni e quando si parla, appunto, di quotazioni, non si può fare a meno di fare un cenno al fixing oro. Per chi non lo sapesse, il fixing oro non è altro che uno strumento attraverso il quale viene fissato il prezzo dell’oro. Ciò avviene molto semplicemente ricorrendo all’utilizzo di strumenti come, ad esempio, le quotazioni degli altri metalli preziosi e i relativi tassi.

Com’è noto, la quotazione ha il compito di determinare il reale valore del metallo in una determinata fascia oraria del giorno. Con questa quotazione tutti coloro che operano nel settore tra cui, ovviamente, i negozi che si occupano della compravendita dell’oro oltre che del suo acquisto hanno la possibilità di gestirsi in maniera autonoma e di fornire un servizio puntuale ai propri clienti. Il prezzo fissato, come è facile immaginare, rappresenta un punto di riferimento molto importante sia per quanto riguarda il prezzo dell’oro puro che per quanto riguarda quello dei cosiddetti derivati.

Appare chiaro, quindi, che per effettuare la migliore quotazione oro è estremamente necessario avere sempre ben presente il prezzo fissato. A questo punto, però, è fondamentale fare un rapido ma importante excursus sui fattori che incidono sulla quotazione. Tra questi ci sono, in primo luogo, sia la quantità della domanda che quella dell’offerta. Grazie a questi parametri, si ha la possibilità di capire a quanto l’oro può essere acquistato e venduto. Come detto in precedenza, tutto viene effettuato con cadenza giornaliera e, dunque, la cosa migliore da fare è cercare di rimanere costantemente aggiornati.

Suggeriamo di consultare i siti web dei migliori banco metalli della capitale per restare costantemente aggiornati sulla quotazione oro, spesso utilizzando la funzione GOLD ALERT è possibile ricevere un messaggio non appena il prezzo del prezioso metallo raggiunge la quotazione di interesse.

 

 

Banco Metalli e Compro Oro quali le differenze?

2438940578_f9d3aa0317_zVuoi vendere il tuo oro per realizzare una piccola cifra da utilizzare come vuoi ma non sai come fare? Ti stai perdendo fra le offerte di vari Compro Oro e non sai a chi rivolgerti? Non ti preoccupare! Per risolvere le tue problematiche puoi rivolgerti ad un altro tipo di attività, sicura, professionale e affidabile. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Una soluzione alternativa ai Compro Oro per la vendita di oro e gioielli preziosi può essere il Banco Metalli Roma OroChange per esempio. Si tratta di un’attività commerciale privata che deve necessariamente aver avuto l’autorizzazione dalla Banca d’Italia per la sua attività. E’, infatti, un’attività molto più complessa rispetto al classico Compro Oro perché svolge diverse attività in più che un negozio di compravendita di oro e preziosi non può svolgere. Infatti oltre alla vendita e all’acquisto di oro, argento e altri metalli preziosi, queste attività possono anche occuparsi della realizzazione di metalli preziosi da investimenti, come lingotti e gettoni d’oro, oppure una serie di servizi, come la fusione dell’oro usato, che sono prettamente rivolti ad altre attività b2b come gioiellerie e Compro Oro.

La storia di questo tipo di attività nasce con la Legge 7 del Gennaio 2000 con la quale il Legislatore ha avuto modo di regolare questa attività che per sua natura correva il rischio di infiltrazioni malavitose. Con questa legge, invece, sono stati fissati dei paletti molto rigidi e selettivi per ottenere la licenza all’attività. Proprio per questo motivo sono anche state fissate le caratteristiche che sono necessarie per richiedere la qualifica per avviare l’attività. Fra le particolarità che si devono possedere, una molto importante riguarda la forma giuridica. Occorre, infatti, essere una società per azioni, ossia una SpA, per avere l’autorizzazione ma è possibile anche essere una Srl. L’importante è, però, che il capitale sociale della ditta sia stato interamente versato e sia pari almeno a 120mila euro. Un altro requisito importante è quello di possedere la chiara indicazione all’interno dell’oggetto sociale della ditta dell’attività di compravendita di metalli preziosi. Chi non è in possesso di questa dicitura non può neanche provare a richiedere l’autorizzazione all’attività. Infine il terzo requisito indispensabile è quello dell’onorabilità. Si tratta di un requisito molto importante, regolato dagli articoli 16, 108 e successivo del T.U. sul diritto creditizio e bancario. Secondo questo principio, chiunque lavora all’interno di un’attività del genere deve necessariamente essere onorabile e condurre l’attività secondo la regola del buon padre di famiglia. Infine, tutte le attività autorizzate dalla Banca d’Italia all’esercizio sono iscritte all’interno di un apposito registro ufficiale. Al momento dell’iscrizione, si riceve un numero di matricola che sarà impresso anche su tutti i prodotti realizzati, in particolare lingotti, monete da investimenti, gettoni d’oro e d’argento. In questo modo è possibile risalire immediatamente e con certezza agli artefici di qualsiasi pezzo in metallo prezioso.

A questo punto, però, ancora non è chiara la differenza fra questo tipo di attività e i classici Compro Oro. Probabilmente si può affermare che la differenza più grande consistite nel cliente finale e nella tipologia di servizi offerti. Infatti solo i Banco Metalli possono procedere alla fusione dei materiali preziosi e alla realizzazione di prodotti da investimento, questo perché solo loro sono autorizzati ad imprimere la propria matricola sui prodotti. Per questo motivo offrono un tipo di servizio che è molto adatto non solo ad una clientela fatta di privati ma anche e soprattutto ad una clientela business. Sono tante le realtà aziendali – nell’ambito della gioielleria e non solo – che necessitano di un servizio professionale per la fusione dei metalli e non solo. Infatti un altro tipo di servizio molto importante esercitato da questo tipo di attività è la raccolta dell’oro usato invenduto. Tutte queste caratteristiche e un personale tecnico sempre molto preparato e competente fanno di questo tipo di attività un vero e proprio punto di riferimento del settore, in grado di soddisfare con serietà e professionalità qualsiasi esigenza della clientela, sia privata che aziendale.

Diffusione dei compro oro il lato positivo

parureAl giorno d’oggi chiunque abbia in casa qualche oggetto prezioso che non è più di suo gradimento, un monile rotto che non vale la pena far aggiustare o qualsiasi altro prodotto in oro o in argento, può decidere di venderlo magari per mettere da parte un piccolo gruzzoletto da utilizzare per acquistare altro. E così il sogno del televisore nuovo o dello scooter per il proprio figlio è realizzato!

Ma non è sempre stato così: i negozi compro oro hanno subito, nel corso del tempo, una fama negativa che per anni ha tenuto lontano molti potenziali utilizzatori. Si pensava che fossero un ricettacolo di oggetti rubati, che le quotazioni di vendita fossero fasulle, che spesso ci fosse troppa poca trasparenza sui metodi di quantificazione del peso. Per fortuna oggi non è più così e per raggiungere questo risultato molto è stato fatto soprattutto dai grandi franchising che hanno sistematizzato l’intera procedura rendendo l’esperienza di vendita in un compro oro assolutamente positiva e priva di rischi.

Vediamo cosa è stato fatto nello specifico. Innanzitutto, la trasparenza. Le quotazioni dei metalli preziosi – con particolare riferimento all’oro e all’argento – sono sempre esposte in evidenza sia all’esterno dei punti vendita, in apposite tabelle luminose, che all’interno dei negozi, e vengono aggiornate in tempo reale. La quantità di oro e altri metalli preziosi presenti negli oggetti che il cliente va a vendere sono stabilite con strumenti di precisione ed analisi specifiche (come ad esempio il saggio alla tocca) che non lasciano spazio al dubbio e l’intera operazione viene svolta sotto gli occhi del cliente, così da garantirne il corretto svolgimento. Infine, dopo ogni vendita viene rilasciata regolare ricevuta e non vengono accettati oggetti di dubbia provenienza perchè chiunque si rivolga ad un compro oro per vendere qualcosa, deve fornire un documento di riconoscimento in corso di validità per garantire la provenienza dei preziosi ed evitare il reato di riciclaggio.

Per una maggiore garanzia ancora, poi, è possibile verificare le autorizzazioni che i compro oro devono necessariamente avere e che sono per legge esposte all’interno del punto vendita.

Infine – ma non meno importante – lo sviluppo della tecnologia anche in questo campo ha permesso ormai di utilizzare una serie di strumenti che sono di estremo aiuto per il cliente che vuole vendere i suoi beni. Ad esempio, i negozi più quotati, offrono la possibilità sul proprio sito di poter verificare le quotazioni dei preziosi in tempo reale ed usufruire di un servizio di blocco/prezzo che permette di bloccare il valore nel momento in cui è più alto e solo successivamente recarsi in un punto vendita per perfezionare l’operazione. E così, senza farsi prendere dall’ansia di monetizzare quanto prima il nostro oro, possiamo avere la certezza di realizzare il guadagno maggiore comodamente da casa nostra.

Ma non è tutto! I compro oro, infatti, sono ormai una realtà consolidata e garantita non solo per quanto riguarda la vendita di oggetti preziosi ma anche per il loro acquisto. Oggi è possibile considerarli delle vere e proprie gioiellerie nelle quali si possono trovare pezzi interessanti – e spesso anche vintage – a prezzi estremamente più contenuti rispetto ad un normale negozio.
Infatti, i negozi compro oro sono anche autorizzati alla vendita di preziosi. Può capitare, ad esempio, che qualcuno si rechi in un punto vendita per disfarsi di oggetti che non piacciono più ma che sono ancora in buono stato. A quel punto, il compro oro procede alla pulitura dell’oggetto prezioso, ad eventuali aggiusti del caso e, successivamente, li rimette in vendita dandogli così nuova vita. In alcuni compro oro è addirittura possibile procedere ad una permuta: si portano oro e argento che non vogliamo più e scegliamo un oggetto che ci piace di pari valore. E non dimentichiamo il servizio di fusione nel caso si decida di trasformare il nostro oro vecchio in lingotti da investimento!

Numismatica: l’investimento in monete

monete da investimentoIl settore dell’oro da investimento si ramifica in diversi campi, più o meno specialistici. Un ramo particolarmente interessante e di facile approccio per l’investitore medio è sicuramente quello delle monete d’oro. Le monete lingotto come vengono altrimenti definite, sono composte in percentuale variabile, comunque alta, di metallo puro e vengono prezzate per questo contenuto, ossia detto tecnicamente a peso d’oro, ma anche per il loro valore numismatico legato alla rarità ed allo stato di conservazione della singola moneta. Andiamo ora ad analizzare i vantaggi di questo tipo di investimento e vediamone insieme alcune delle più comuni, per offrire una panoramica ed una base di partenza per chi volesse affacciarsi su questo mondo.

I vantaggi dell’investimento in questo tipo di strumento sono molteplici. Il primo è che ne esistono praticamente di ogni dimensione, e quindi di prezzo: dai pochi grammi di un Marengo, dal costo di circa duecento euro, fino all’oncia di un Krugerrand a mille e passa euro. Perciò ogni investitore potrà facilmente trovare una o più di queste, il cui prezzo coincida quasi esattamente con la cifra che desidera investire.
Il secondo vantaggio è di natura fiscale. Le monete auree, pur non essendo interamente composte da metallo puro, sono considerate ai fini fiscali alla stregua dei lingotti di metallo puro. Di conseguenza godono dell’esenzione Iva prevista per il metallo fino da investimento. Inoltre il guadagno ottenuto dalla vendita di monete auree da parte di privati non è sottoposto a tassazione.
Il terzo vantaggio è che rappresentano un bene se possibile ancora più liquido dei lingotti, infatti hanno un mercato molto più ampio, e quindi possibili acquirenti ancor più numerosi.

Parliamo ora di alcune monete presenti sul mercato. Quasi ogni stato conia oppure ha coniato in passato le proprie monete auree, tuttavia è consigliabile acquistare, a scopo di investimento, solo alcuni tipi maggiormente comuni e quindi più facilmente reperibili e rivendibili.
La prima moneta della lista non può che essere il Marengo. E’ una moneta molto comune in Italia, coniata dal 1879 al 1897. Ha un titolo, il contenuto di metallo puro sul totale, di 900 millesimi ed un peso di metallo fino di grammi 5,8. Dato il suo prezzo abbastanza contenuto è la moneta perfetta per avvicinarsi a questo tipo di investimenti. Se ne trovano in commercio anche di emissioni rare, come il famoso collo lungo, così chiamato per la lunghezza del collo del sovrano impresso, che hanno un valore ovviamente superiore.
Altra moneta molto comune è la storica sovrana britannica, volgarmente detta sterlina aurea, coniata addirittura fin dalla metà del 1400. Quelle attualmente in circolazione si dividono in vecchio conio, 1871-1925, e nuovo conio dal 1957 ai giorni nostri. Il titolo standard è di 917 millesimi per un peso di metallo fino di grammi 7,32. Il prezzo è quindi superiore di circa un quarto a quello del Marengo. Anche le sovrane sono state emesse in serie speciali o limitate, il cui valore è superiore a quello degli esemplari meno rari.
Salendo di peso e di prezzo troviamo i quattro ducati austriaci. La particolarità di questa moneta è che i pezzi reperibili in circolazione sono stati quasi tutti riconiati, e tutt’ora vengono coniati dalla zecca austriaca ma recano tutti impressa la data 1915. Hanno un titolo più alto delle altre, 986 millesimi, ed un peso di metallo puro di grammi 13,76.
Infine il famoso Krugerrand sudafricano, l’unica moneta aurea al mondo che è anche accettata nel paese di emissione come forma di pagamento legale. E’ coniata tradizionalmente nel peso di un’oncia esatta di metallo fino, grammi 31,10, con un titolo di 917 millesimi. Ne sono state coniate anche versioni più piccole, da un decimo, un quarto e mezza oncia. Ha la particolarità di avere un colore tendente all’arancione in quanto, a differenza di quasi tutte le monete auree che sono legate con argento, questa è legata con rame.
Un ultimo consiglio va dato su dove acquistare le monete da investimento. Diffidate delle aste online oppure di annunci vari che promettono magari pezzi rari e perfettamente conservati. Rivolgetevi piuttosto ad un banco metalli della vostra città, oppure se preferite acquistare sul web scegliete siti di provata esperienza ed affidabilità, che rilasciano insieme alla moneta un certificato di autenticità che vi sarà sicuramente utile quando la rivenderete.

La sterlina da investimento

sterlineValuta ufficiale della Gran Bretagna è la Sterlina, in loco nota con il nome di Pound sterling e comunemente denominata sterlina inglese. Quest’ultima definizione è naturalmente errata, in quanto si tratta della moneta corrente dell’intero Regno Unito e non della sola Inghilterra.
Tale moneta deriva il suo nome dal materiale che la compone e dall’espressione inglese pounding of sterling silver, la quale sta ad indicare una quantità d’argento molto pura pari a una libbra di peso.
Assurto a simbolo del conio britannico è una “L” corsiva, £, che richiama la dicitura di Lira sterlina, un altro modo per definire la stessa moneta.

ORIGINI E STORIA DELLA STERLINA INGLESE

La nascita della valuta britannica ha rivestito una grande importanza storica, poiché tale cambiamento di moneta non ebbe influenza solo sul Regno Unito, bensì sull’intera Europa. Difatti la Gran Bretagna è stata a lungo la bilancia economica e politica d’Europa, essendo stata fino alla fine dell’Ottocento la potenza leader del Vecchio mondo. Quella che si soleva definire Pax britannica sarebbe stata sostituita dal predominio economico-politico degli Stati Uniti solo dopo la Prima guerra mondiale.
Nel 1816 la Gran Bretagna attua una Great ReCoinage, ovvero una ri-coniazione delle proprie monete. La decisione venne da Re Giorgio III, il quale approfittò del momento favorevole per il suo paese seguito alla sconfitta di Napoleone,dando così un chiaro segno della fine dell’epoca in cui il francese aveva ripetutamente minacciato la stabilità dell’assetto politico europeo. Accanto all’idea di dare una nuova immagine di sé, la Gran Bretagna poneva soprattutto l’importanza di sottolineare il passaggio al cosiddetto Gold standard. Si abbandonava pertanto l’uso della conversione della valuta in argento a favore di un sistema di conversione in oro.
La nascita della sterlina inglese segna tra l’altro un rilevante punto di cesura con il passato. In effetti le monete inglesi erano state rappresentate sin dal Medioevo dallo scellino d’argento e dai suoi relativi penny. Le monete d’oro, che sicuramente già esistevano allora, non erano però adoperate come unità di conto. Inoltre un dettaglio non trascurabile è quello inerente la produzione e l’emissione di oro. A quei tempi si trattava chiaramente di un’operazione dispendiosa, motivo per cui non era facile vedere circolare un grosso quantitativo d’oro, ma anche d’argento in minor parte, per le città. Molti signori feudali e proprietari terrieri inaugurarono pertanto una lunga stagione di coniazione di svariate monete, le quali venivano prodotte mostrando ad esempio l’effige del signore di un determinato feudo. In tal modo ci si trovava dinanzi a monete personalizzate che erano diverse da regno a regno.
L’entrata in gioco della sterlina inglese cambiò ogni cosa. Il sistema monetario fu così innovato e modernizzato, lasciando tuttavia stabile la base valutaria britannica. Restavano cioè le monete di scellini e penny. Fu introdotto però il Gold sovereign, che inaugurava così il sistema mono-metallico fondato sull’oro.
Nel 1817 ci fu la prima ufficiale emissione del Pound Sterling, con un’epica immagine stampata sulla moneta. La prima moneta raffigurava infatti San Giorgio nell’atto di uccidere il drago. Il santo, considerato il patrono dell’Inghilterra, viene mutuato da un disegno di Benedetto Pistrucci. Chiaramente il cosiddetto pound non fu l’unica moneta innovata, ma si passò ben presto a modificare anche tutti i sottomultipli, ovvero la Corona, lo Scellino e i Pence. Uniche monete a restare intatte furono i copper.

IL VALORE IN ORO DELLA STERLINA: IMPATTO SULLA BORSA

La sterlina è una moneta sicuramente molto forte, ma per comprenderne il suo andamento a trecentosessanta gradi è bene tenere presente anche il suo valore in oro. Come ogni altra moneta circolante, la sterlina ha una sua quotazione in oro, la quale le conferisce un valore di investimento all’interno della Borsa dell’oro.
Si può attestare approssimativamente un valore in oro della sterlina di 229,12 euro, dato che vede corrispondere a un grammo d’oro la cifra di circa 31,29 euro.
La quotazione della sterlina inglese corrisponde attualmente a ben 220,34 euro per quanto riguarda la domanda e 255,96 euro per ciò che riguarda invece l’offerta. I dati rappresentano ovviamente una quotazione indicativa e in continuo aggiornamento, grazie al lavoro svolto da Confinvest, istituto che fornisce quotidianamente il bollettino delle quotazioni per le più importanti testate giornalistiche italiane e internazionali. Per chi fosse interessato a osservare la pedissequa evoluzione del valore della sterlina, è possibile seguire sul web la quotazione in oro in tempo reale.
Tali dati sono fondamentali per investire in oro.

L’IMPORTANZA D’INVESTIRE NELLA STERLINA IN ORO

Questa modalità d’investimento è da anni un comprovato metodo per guadagnare e mantenere intatti i propri risparmi. Le sterline sono le monete d’oro più conosciute e più acquistate del mondo.
Nello specifico, i vantaggi derivanti da un investimento in oro derivano in primis dalla possibilità di sfuggire all’inflazione. Infatti, qualunque sia il periodo storico che si stia vivendo e per quanto l’economia possa risultare fragile, l’oro si è sempre dimostrato resistente, senza subire perciò le continue oscillazioni delle valute mondiali. Si può anzi affermare che il suo valore si conserva begli anni e che un bene acquistabile per una certa quantità di oro un decennio fa o più, è tutt’oggi acquistabile per lo stesso quantitativo.
Ulteriore motivazione che spinge a investire in oro è la facile spendibilità di questo materiale. In effetti esso è uno dei beni a più alta liquidità esistenti al mondo. In poco tempo, anche nell’arco di un singolo giorno, l’oro può essere venduto sui tantissimi mercati aperti nel mondo.
In questo contesto si erge la presenza delle sterline d’oro, le migliori monete in cui investire in tale settore. Ciò è dovuto al fatto che da oltre cinquecento anni, esse si sono dimostrate popolari e affidabili. Il punto forte della sterlina inglese è quello di essere quotidianamente quotata sui mercati internazionali, ma anche perché investire in sterline d’oro significa adoperare un mezzo facilmente frazionabile e divisibile, mentre l’oro vero e proprio, quello in lingotti, non permette una tale dinamicità. Sempre per questioni pratiche si può dire che le sterline sono preferibili per la semplicità di trasporto, in quanto le loro dimensioni sono ridotte e il loro peso è contenuto.
Tra l’altro bisogna considerare il fatto di trovarsi ad operare in un mercato che presenta una forte richiesta, dunque un’alta domanda. Ciò può comportare un vero e proprio esaurimento delle sterline, che divengono così sempre più difficili da trovare. Questo naturalmente contribuisce ad accrescere il loro valore, facendo in modo che chi le possiede si ritrovi ad avere tra le mani un piccolo patrimonio. Le sterline d’oro assumono anche più valore dell’oro stesso in tali casi, poiché al valore del metallo prezioso si aggiunge la scarsità e quindi rarità della valuta stessa.

Dove acquistare e vendere oro fisico

oro da investimentoDopo alcuni mesi di silenzio, il dottor Nunzio Ragno presidente dell’ “Associazione Nazionale Tutela i Compro Oro”, ha annunciato che il governo ha ripreso l’iter parlamentare che porterà alla definizione della nuova legge sull’attività dei Compro Oro.
Infatti, proprio in questi giorni la normativa è in discussione presso la X° Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato per prendere in esame alcune modifiche migliorative rispetto alle proposte di legge n° 237 dell’ On. Mattesini del 12/04/2011 e n°327 del Sen. D’Ambrosio Lettieri.

Come confermato da Giuseppe Aquilino, Presidente Confcommercio Federpreziosi, sembra che il governo sia veramente intenzionato ad approvare la legge in tempi brevi, tanto che a questo scopo, dal 30 gennaio scorso, la Federpreziosi e la Consulta Nazionale Produttori Orafi stanno coordinando i lavori parlamentari.
La precedente legge n° 7 del 17/01/2000, ancora oggi in vigore, attraverso l’UIC, Ufficio Italiano Cambi (oggi sostituito dalla Banca d’Italia), stabiliva che il commercio dei metalli preziosi è legittimamente consentito ai soggetti aventi requisiti di onorabilità i quali dovevano solo limitarsi alla compravendita di oro lavorato da rivendere al pubblico, alle fonderie o ai professionisti del settore.
In questo modo si sanciva che i compro oro non erano abilitati all’estrazione di oro puro dai metalli preziosi (compito che spetta alla fonderia) né a rivendere oro riciclato come “oro da investimento” (compito che spetta solo ai banco metalli autorizzati).
Per quanto riguarda gli adempimenti, la legge dichiarava che i compro oro non erano tenuti a fare nessuna dichiarazione di inizio attività alla Banca centrale (bastava solo una licenza rilasciata dalla Questura del posto) perché la Banca d’Italia, di fatto, non esercitava nessuna funzione di controllo nei confronti degli oro point, eccezion fatta per l’ UIF, (Ufficio Informazioni Finanziarie), in merito alla normativa sull’antiriciclaggio.

Nonostante la bontà di alcuni contenuti, essendo trascorsi molti anni, questa legge necessitava di un ammodernamento e di un cambiamento profondo.
Per questo motivo le maggiori associazioni di riferimento come l’ACOI e l’Associazione Tutela Compro Oro, ad unisono, hanno invocato un aggiornamento della vecchia normativa, per fare chiarezza su alcuni punti e per offrire soluzioni innovative, utili a rilanciare l’attività.
Infatti la nuova proposta di legge contiene alcuni provvedimenti molto importanti che, in caso di approvazione, cambieranno per sempre l’operatività di tutti i professionisti del settore orafo.

Secondo quanto stabilito dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero degli Interni, i Compro Oro dovranno iscriversi ad una sorta di elenco telematico detto “Registro delle Attività di compravendita di Oro” per una maggiore tracciabilità delle operazioni, in modo da facilitare i controlli delle Autorità competenti.

Un’altra iniziativa importante è il “borsino dell’oro”, disponibile presso la Camera di Commercio: si tratta di un sito, da aggiornare quotidianamente, dove verrà fissata una “quotazione minima” dei metalli preziosi (alla quale tutti i compro oro dovranno attenersi), in modo che il venditore non corra il rischio di essere truffato.
Ma una delle proposte più interessanti è senz’altro quella di creare una piattaforma digitale, grazie ad un’azione congiunta della Camera di Commercio con le Associazioni di riferimento.

Questo nuovo “sito internet” dovrebbe essere una sorta di banca dati virtuale degli oggetti negoziati, creato per una duplice finalità: da un lato, per fornire informazioni utili alle Forze dell’ordine e dall’altro, per diventare un punto di riferimento per le aziende produttrici di metalli preziosi che possono, così, procurarsi oro “a buon mercato”.
Intanto in questo ultimo periodo si sono verificati bliz a tappeto nei negozi compro oro da parte della Guardia di finanza e dei Carabinieri ma, come sottolineato da Steven Tranquilli direttore della Federpreziosi, le Forze dell’Ordine non hanno riscontrato irregolarità presso le imprese oneste legate ai grandi gruppi, perché, essendo operatori seri che gestiscono l’attività da tanti anni nel rispetto della legge, non avevano nulla da temere.
Ed è proprio grazie all’integrità e alla professionalità che le grandi società si sono sempre distinte nel settore, tanto da conquistare e conservare la fiducia di milioni di clienti.

Per questo motivo si consiglia di rivolgersi sempre ad un compro oro specializzato, che fa parte di un brand conosciuto, capace di offrire un elevato standard di qualità in totale sicurezza.
Nessun dubbio, quindi: se per qualsiasi motivo è necessario vendere i propri oggetti preziosi o acquistare oro usato, l’unico modo per farlo, è presso un compro oro conosciuto, affidabile e competitivo.

Valutazione oro al grammo

lingotti d'oroL’oro, come tutti sanno, è il bene rifugio per eccellenza. Sia per il fatto di essere sostanzialmente immune dai discorsi legati a inflazione e svalutazione, sia per il suo porsi come paracadute in quei momenti in cui l’economia e i mercati finanziari appaiono particolarmente turbolenti.
Tutte le principali banche centrali dei diversi stati posseggono una riserva aurea che è la loro principale riserva monetaria: i punti di forza dell’oro sono, oltre al suo valore, il fatto di non richiedere un grosso ingombro, di non deperire con il passare del tempo e, soprattutto, di essere accettato in tutto il mondo.

Questo non significa, comunque, che anche l’oro sia sottoposto alle leggi del mercato e subisca nel corso del tempo variazioni piccole o grandi che siano.
In uno scenario sempre più globale, gli elementi che giocano un ruolo determinante nell’oscillazione e nella determinazione del prezzo dell’oro sono tanti e non riguardano solo il versante economico, ma anche quello sociale e politico. Cerchiamo di vederli più nel dettaglio.
Innanzitutto bisogna sapere che il punto di riferimento per le quotazioni dell’oro è Londra: qui, due volte al giorno (alle 10,30 e alle 15) l’LBMA (ovvero la London Bullion Market Association) compie il London Gold Fixing, ovvero fissa il prezzo dell’oro che funge da riferimento a livello mondiale.
Questo avviene fin dal 1919, quando la famiglia Rothschild diede inizio all’operazione avvalendosi della collaborazione di 4 mercanti d’oro molto potenti: Pixley & Abel, Mocatta & Goldsmid, Samuel Montagu e Sharps & Wilkins. Inizialmente l’incontro avveniva proprio in casa dei Rothschild e il prezzo stabilito veniva poi comunicato ai mercati. Sostanzialmente, fatte le debite proporzioni e tenuto conto dei diversi scenari di un secolo dopo, la procedura avviene ancora oggi in maniera analoga. Non c’è più la famiglia Rothschild, che nel 2004 è stata sostituita nel suo ruolo dalla Barckays Bank, e al posto dei mercanti d’oro ci sono i broker autorizzati che formano l’LBMA, che fanno capo a realtà come la Bank of Nova Scotia Mocatta, la Deutsche Bank, la Société Générale e l’HSBC Bank e, nel corso degli anni, si sono alternati con altri grandi esponenti della finanza internazionale.

Quello che non è cambiato è il fatto che il prezzo fissato a Londra funge da riferimento per le contrattazioni in tutti e cinque i Continenti.
Tecnicamente il fixing funziona come una contrattazione collettiva: il “Chairman” apre la seduta comunicando un prezzo dell’oro che sia in linea con quello dei mercati. A quel punto tutti i membri dell’LBMA, sentiti i propri uffici di riferimento, dichiarano se sono interessati a vendere o comprare oro a quella cifra. Le contrattazioni proseguono fino a quando domanda e offerta non trovano un punto d’incontro e, a quel punto, il prezzo viene fissato.

Ma in base a cosa i vari esponenti dichiarano la loro volontà di vendere o acquistare oro a un determinato prezzo?
Come ogni altra materia prima, anche per l’oro è determinante il gioco della domanda e dell’offerta. Nel suo caso, gli attori principali che influiscono sulla domanda sono le banche centrali, l’industria (sia dei gioielli, sia della tecnologia) e tutto il settore di chi investe.
Globalmente, le banche centrali dei paesi emergenti hanno riserve auree molto basse rispetto alle banche del Vecchio Continente e degli Stati Uniti, questo fa sì che la domanda di oro sia in crescita.
Se Paesi come la Cina e l’India hanno una bassissima percentuale delle riserve auree mondiali, è chiaro che nel momento in cui aumentano la richiesta di oro per implementare le loro riserve, la quotazione dell’oro sono destinate a subire variazioni anche consistenti.
Nello stesso tempo, i debiti sovrani così pesanti di diversi paesi del Vecchio Continente in particolare, hanno portato a una svalutazione delle loro valute, con la conseguenza di una maggiore domanda di oro per rinforzare ulteriormente le riserve centrali con un bene alternativo non sottoposto a svalutazione.
L’industria, invece, che non sta attraversando un periodo particolarmente felice, ha diminuito la propria richiesta di oro, dato l’elevato valore raggiunto dal metallo sul mercato e le insicurezze economiche che non permettono investimenti sostanziosi. Lo stesso discorso vale per l’industria odontoiatrica e della tecnologia, che ha un peso importante nello scambio di oro a livello mondiale.

Sul versante opposto rispetto a quello della domanda c’è, naturalmente, l’offerta. Qui, negli ultimi anni, c’è stato un sostanziale incremento, capace di soddisfare le aumentate richieste del mercato.
Non va dimenticato, però, che gran parte delle miniere da cui viene estratto l’oro, si trovano in Paesi del mondo in cui la situazione politica e sociale non è sempre stabile: eventuali disordini e rallentamenti dell’estrazione portano, inevitabilmente, a una variazione dell’offerta di oro e, quindi, a un’oscillazione dei prezzi.
C’è poi da considerare che l’oro fa comunque parte di un sistema economico globale in cui interagiscono diversi fattori: il petrolio, per esempio, è un altro degli elementi fondamentali di questo scenario. Oro e petrolio, però, sostanzialmente non s’influenzano a vicenda, ma rispecchiano l’uno l’andamento dell’altro: i due beni, infatti, risentono dell’influenza degli stessi fattori (instabilità politica e sociale, crollo dell’economia, guerre) e all’aumento del prezzo dell’uno spesso corrisponde l’aumento dell’altro.
Il dollaro, invece, ha un andamento inversamente proporzionale a quello dell’oro: se la valuta si rafforza, il prezzo dell’oro diminuisce, perché, semplicemente, serviranno meno dollari per comprare le stesse quantità di oro. Al contrario, se la moneta si indebolisce, l’oro aumenta il suo valore.

Che cos’è l’oro finanziario?

oro finanziarioL’oro, da sempre, è considerato un’ottimo bene di rifugio: universalmente riconosciuto e scambiato, si contraddistingue per un valore che rimane costante nel tempo e che non conosce crisi di mercato, recessioni o inflazioni.

Investire in oro è sempre un’ottima scelta: chi investe in oro, infatti, non solo protegge i propri risparmi ed i propri fondi, ma può anche incrementarli.

Ma come si fa ad investire in oro?
Le possibilità sono diverse.
Una buona forma di investimento è rappresentata dall’oro finanziario (anche detto oro di carta).

L’oro finanziario, sostanzialmente funziona come un qualunque conto in valuta e si basa su una serie di strumenti finanziari. Tra questi, spiccano gli ETF (“Exchange Traded Fund”, una particolare tipologia di fondo d’investimento che si configura come uno strumento d’investimento collettivo), le opzioni (che permettono di acquistare e vendere a termine) ed i futures (specifici contratti speculativi a termine di tipo standardizzato).
Molto interessante, come forma di investimento, è il PAC oro proposto dall’autorevole Banca Etruria. Si tratta di un Piano di Accumulo Capitale particolarmente flessibile ed accessibile che funziona anche come strumento di previdenza integrativa. Da sottolineare, la mancanza di vincoli del Piano: in qualsiasi momento si potrà reclamare la liquidazione del controvalore in euro.

L’oro finanziario rappresenta una forma particolarmente comoda di investimento, ma non è adatto a tutti i risparmiatori. Oltre ai rischi tipici propri del singolo strumento, l’investitore, deve mettere in conto anche un certo rischio di insolvenza da parte dell’emittente (è il caso degli ETF).

Quando si parla di oro da investimento, come ci ricorda la legge numero 7 del 2000, si far riferimento anche al materiale d’oro (anche detto oro industriale),ed all’oro “sotto forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli; le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, incluse nell’elenco predisposto dalla Commissione delle Comunità europee ed annualmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C, nonché le monete aventi le medesime caratteristiche, anche se non ricomprese nel suddetto elenco”.

Investire in oro fisico, significa investire in lingotti o in monete d’oro.
I lingotti d’oro sono uno degli investimenti in oro più classici. Essi possono essere delle dimensioni più disparate, ma, prima di acquistarli, bisogna tenere in considerazione che il valore al grammo di un lingotto è inversamente proporzionale al suo peso.
Quindi, 1000 lingotti caratterizzati dal peso di un grammo ciascuno, costerebbero, per via dei costi di produzione, più di un solo lingotto da un kg.
Gli esperti consigliano di acquistare “lingotti da investimento” caratterizzati dal peso di circa 12,5 Kg. Questi lingotti, caratterizzati da un numero di serie, sono sottoposti alla saggiatura, vengono acquistati nei “mercati regolamentati dell’oro” e vengono rifiniti da un raffinatore autorizzato.
I lingotti – sempre accompagnati dal certificato “Good delivery” – possono essere acquistati non solo in banca, ma anche nei compro oro o on-line.
Gli istituti bancari offrono garanzie elevate, ma non sono particolarmente convenienti. I Compro Oro possono essere una valida alternativa, ma la soluzione migliore è rappresentata dal web. Comprare lingotti on line, soprattutto su siti stranieri, può essere davvero conveniente.
L’importante, però, è effettuare l’acquisto solo da operatori affidabili (registrati al World Gold Council), su portali certificati.

Se si vuole investire in oro fisico, una buona alternativa ai lingotti sono le monete d’oro.
Chi le acquista, a differenza di chi acquista lingotti, non deve pagare il prezzo massimo del giorno ed il costo di manifattura. Generalmente, infatti, il valore delle monete in oro è “dato dalla somma di quello dell’oro presente, meno lo spread d’intermediazione dei rivenditori”.

Ottimo investimento nel medio e nel lungo periodo, le monete d’oro, sono di semplice monetazione, facili da conservare e, cosa non meno importante, non richiedono un grande capitale iniziale. E’, infatti, possibile acquistare solo poche monete di basso taglio.
La moneta da investimento per eccellenza è la “Sterlina d’oro” (chiamata anche “Sovrana”).
“Confinvest”, uno dei principali protagonisti di intermediazione in oro presenti sul mercato italiano, consiglia di acquistare la sterlina d’oro Elisabetta II.
Considerando che la ratio di un investimento in monete d’oro è quella di poter monetizzare, alle sterline vecchio conio sono preferibili le sterline nuovo conio (ossia prodotte dopo il 1957).
Altre monete in oro da investimento sono il “marengo” (italiano o svizzero) ed i classici “krugerrand” sudafricani.

Come i lingotti, anche le monete in oro, possono essere acquistate attraverso canali diversi. Buona norma è rivolgersi ad un Banco Metalli, operatori in oro autorizzati, in quanto regolarmente iscritti all’albo istituito presso la Banca d’Italia.
Meglio evitare le compravendite tra privati. Spesso dietro una proposta particolarmente allettante si nasconde, spesso, si nasconde una truffa.