Rubino quale colorazioni può avere?

Il Rubino è una varietà del corindone rosso, un minerale che è costituito da ossido di alluminio ed è al secondo posto nella scala della durezza di Mohs (il diamante è al primo posto). Le sue caratteristiche principali sono quindi l’eccezionale durezza, l’intenso colore intenso e un effetto setoso, caratteristiche che lo rendono molto valutato tra le pietre “preziose”. È una delle più costose: quelle di grandi dimensioni, molto rare, si possono paragonare ai diamanti.
Il nome del rubino proviene dal nome Latino “ruber” che ha il significato di rosso. È la pietra portafortuna per coloro che sono nati a luglio ed è anche usata per celebrare sia il quindicesimo che il quarantesimo anniversario di matrimonio.
Nello Zodiaco è la pietra del segno del Capricorno.
La fonte dei rubini per molto tempo è stata considerata l’India: in sanscrito la pietra viene chiamata “ratnaraj” che significa infatti “Re delle Gemme”. Anticamente un’attrattiva importante della pietra era il fatto che era considerata una protezione sia dalla salute cagionevole che dalla sfortuna. Il potere di guarigione di queste pietre è sempre stato una questione piuttosto controversa, ma pare che i rubini aiutassero in particolare per i mal di schiena oppure per i problemi delle unghie dei piedi.

La gamma dei colori del rubino
I colori del rubino vanno dal rosato fino alle sfumature del color arancio, del rosso porpora e infine del rosso scuro/marrone. Il colore varia in funzione della quantità di cromo e di ferro che è contenuta nella pietra. Il colore che risulta più richiesto è il colore definito “sangue di piccione”, che è un rosso molto vivo che ha un tocco di blu. Fa la differenza la saturazione del suo colore. Il colore della pietra è il fattore più importante da considerare per l’acquisto di un rubino a cui fa seguito la limpidezza. I rubini che hanno grandi dimensioni sono molto rari.

L’illuminazione del rubino
Nel rubino esiste molto evidente il cosiddetto fenomeno del pleocroismo, secondo cui il colore può variare in funzione dell’angolazione dalla quale si guarda la pietra. Le pietre che hanno l’effetto che è detto “occhio di gatto” oppure effetto stellato si possono visionare alla luce naturale in condizioni ottimali. Molti rubini mostrano delle fluorescenze che possono essere un fattore che consente di scoprire la loro provenienza geografica. Ad esempio i rubini birmani hanno delle fluorescenze che risultano talmente evidenti da vedersi anche alla luce del sole, tanto che sembrano brillare letteralmente, mentre i rubini tailandesi in genere non presentano fluorescenze.

La limpidezza del rubino
Spesso nei rubini sono presenti delle inclusioni che però non sono sempre un indice di minore qualità. Infatti le inclusioni di aghi rutili provocano il cosiddetto effetto “seta brillante”. Se un rubino di questo tipo è tagliato in cabochon allora appare il cosiddetto effetto a “occhio di gatto”. I rubini che presentano delle inclusioni di rutile spesso hanno l’effetto, chiamato asterismo, di una stella a sei punte: in questo caso si ha il rinomato rubino detto rubino stellato. Gli asterismi in genere sono visibili correttamente con una fonte di luce singola: sono molto apprezzato anche per l’effetto di movimento.

Il taglio del rubino
In genere i rubini trasparenti vengono tagliati a brillante e a gradini, mentre le pietre che sono meno trasparenti sono tagliati generalmente a cabochon.

I trattamenti più comuni del rubino
Il trattamento più utilizzato è il riscaldamento. La pietra, in genere, prima di essere tagliata, è riscaldata a una temperatura che va dai 1700 ai 1800 gradi Celsius, per diverse ore. In genere questo riscaldamento ha l’effetto di migliorare sia la limpidezza che il colore della pietra. Un rubino di qualità inferiore che ha fenditure fino alla superficie viene migliorato mediante un processo di riempimento con vetro al piombo che produce dei rubini dal bell’aspetto ma che si possono vendere a un prezzo molto ragionevole.

La provenienza dei rubini
I rubini si possono trovare in moltissime zone della terra, ma quelli più pregiati sono i rubini della Valle Mogok, in Birmania, che un intenso colore rosso. I rubini si possono trovare anche in Cambogia, in Thailandia in India, in Pakistane e in Afghanistan. I rubini tailandesi, spesso hanno un riflesso marrone oppure viola I rubini dello Sri Lanka sono in genere di colore rosa chiaro e spesso vengono classificati come zaffiri rosa. Piccoli depositi di questa pietra esistono anche in Madagascar, in Tanzania, in Nepal, in Vietnam e persino negli USA.

I criteri con cui scegliere un rubino
Il valore dei rubini è determinato dal peso, dal colore e dalla qualità della pietra. Conta prima di tutto il colore: i rubini di un rosso intenso e brillante sono quelli più ricercati, definiti “sangue di piccione”. È importante anche il grado di chiarezza: infatti le pietre senza inclusioni sono rare. Innanzitutto il colore. Ma non bisogna farsi troppo influenzare dalle opinioni secondo le quali l´unico colore pregiato per l rubini é il sangue di piccione, ma lasciarsi condurre dal proprio gusto. In realtà i rubini offrono una gamma molto vasta di colori, tutti strabilianti. Ovviamente il sangue-di-piccione resta un colore straordinario, ma anche che tutte le altre sfumature siano incantevoli comunque. Un altro criterio è la brillantezza che dona unicità alla pietra. Maggiore è la trasparenza e la brillantezza e maggiore è il valore. Meno inclusioni presenta un rubino e maggiore è la lucentezza e maggiore è la rarità. Ma le inclusioni sono in realtà un fenomeno naturale e garantiscono la naturalezza della gemma che non è stata trattata, oltre a fornire caratteristiche uniche e individuali. Se è ben posizionata nel rubino, in una bella forma delicata, un’inclusione può essere un fattore di arricchimento. Infatti la valutazione delle inclusioni va fatta singolarmente. Infine una caratteristica del rubino è la sua brillantezza nella notte. Infatti di notte un rubino risplende nel modo migliore e acquista una luce davvero straordinaria.
I criteri per l´acquisto di un rubino si possono quindi riepilogare così: un rubino deve avere sicuramente un colore che piace, una discreta brillantezza ma soprattutto deve accendere il desiderio.