Anello solitario con diamante: come sceglierlo

Un diamante è per sempre, come la proposta che spesso porta con sé: per questo è fondamentale sapere a chi affidarsi nell’acquisto dell’anello solitario perfetto.
Che stiate cercando un modello in stile Tiffany, un modello Cartier o un sofisticato gioiello con taglio della pietra personalizzato, il personale di Diamanti Anversa è pronto a mettere a vostra disposizione i decenni di esperienza nel settore diamantifero per far sì che otteniate esattamente il prodotto che desiderate, senza compromessi.

Perché scegliere l’ingrosso del diamante

Diamanti Anversa è un’azienda di riferimento per la vendita di diamanti a Roma, che nonostante nasca come ingrosso di diamanti oggi non si occupa più della vendita alle gioiellerie: da anni ormai è concentrata sulla realizzazione di gioielli personalizzati per privati. Garantendo così ai  clienti il privilegio di poter pagare il semplice costo delle materie prime e ottenere precisamente il prodotto che cercano, in maniera etica e trasparente.
Diamanti Anversa  segue il processo di preparazione delle pietre dal grezzo fino alla certificazione: per questo i gioielli prodotti sono sempre di altissima qualità, e per la vendita degli anelli solitari offrono la possibilità di richiedere qualsiasi tipo di montatura a cui verrà abbinato il diamante certificato da incastonare. Acquistare anelli con diamante all’ingrosso può rivelarsi invero un’ottima scelta in termini di rapporto qualità-prezzo.
Tutto il personale, inoltre, è composto da esperti del settore, formati sul campo dai migliori istituti gemmologici internazionali: vantano nel  team anche dei periti di tribunale, hanno l’autorizzazione della questura e sono operatori della Borsa dei Diamanti di Anversa. I diamanti in vendita, infine, sono certificati dai soli istituti gemmologici riconosciuti a livello internazionale, cioè GIA, IGI e HRD: per questo rivolgersi a Diamanti Anversa non è solo una garanzia in termini di professionalità, ma anche e soprattutto di qualità e sicurezza di acquisto.

Anelli solitari con diamante

L’anello solitario con diamante è da sempre il regalo per eccellenza per sé stessi o per i cari, come nel caso degli anelli di fidanzamento, e la sua scelta non dev’essere sottovalutata. Per questo, indipendentemente dall’uso che si intende farne, è importante rivolgersi ad aziende come Diamanti Anversa, da decenni sul mercato della vendita di anelli solitari di qualità extra. Dove personale altamente qualificato, valuta dall’inizio alla fine del processo tutti gli aspetti importanti per la realizzazione del solitario, con una serietà e una professionalità che difficilmente troverete altrove.
Diamanti Anversa, inoltre, offre ai propri clienti la garanzia di acquistare gioielli di altissima qualità: grazie al totale controllo esercitato sul processo di creazione, possono concentrarsi su come ottimizzare al meglio le proporzioni delle pietre in modo da ottenere la migliore rifrazione della luce nel prodotto finito.
Quello che è forse il maggiore vantaggio di rivolgersi ad una realtà come questa che offre al cliente la scelta di qualsiasi tipo di montatura, che verrà realizzata dai artigiani orafi e usata come sostegno per diamanti unici e certificati a livello internazionale.
Anche i modelli base di solitario proposti sono numerosi: da uno stile Tiffany, classico e senza tempo, fino al modello Cartier, sofisticato e intramontabile. E’ possibile scegliere ogni dettaglio e variante del posizionamento e della distribuzione delle pietre: guidati dal nostro personale esperto,  nella la scelta di solitari classici o più articolati, come quelli ornati da diamanti laterali posizionati intorno alla pietra centrale.

La scelta del diamante perfetto

Diamanti Anversa si vanta di essere l’unico show-room che offre la possibilità di personalizzare a 360 gradi l’anello solitario che si intende acquistare, dando la medesima attenzione ad ogni porzione del processo, dalla montatura all’incassatura del diamante. Anche il taglio di quest’ultimo, infatti, merita una grande attenzione:  Diamanti Anversa offre la possibilità di scegliere tra diversi tagli, dai più amati, come quelli a cuore o a goccia, ai più classici, come quello princess, fino ad arrivare ai più particolari e sofisticati, come il taglio marquise. Ogni lavorazione delle pietre viene eseguita dalle mani esperte di  professionisti, che sanno come valorizzarne le caratteristiche e trasformarle nel cuore del gioiello che avete sempre desiderato.

Fissare un appuntamento

Per procedere alla più unica e preziosa live experience per l’acquisto di un gioiello potete contattare Diamanti Anversa tramite il numero di telefono che trovate nel sito ufficiale, o compilare il form presente nella pagina dedicata.

Diamanti sciolti si posso vendere?

I diamanti sciolti sono quelli che precedentemente erano montati su anelli oppure su collane, bracciali ed altro e che ora si vuole separare dal gioiello per riutilizzare la pietra. Sono diamanti a tutti gli effetti e possono avere anche un certo valore se si decide di venderli. Ma come fare per trarre il massimo guadagno? Ecco qualche consiglio.

Dove vendere diamanti sciolti?
Per vendere diamanti sciolti occorre individuare un operatore serio al quale affidarsi, che sarà quello che si occuperà di periziare la pietra e attribuirle un valore. Ovvio che un’operazione così delicata debba essere fatta solo da chi sia realmente esperto del settore e soprattutto sia onesto, per evitare che il potenziale venditore possa incorrere in fregature. Un operatore affidabile in questo campo è sicuramente IGR Diamanti Roma che è anche un istituto di gemmologia e offre ai suoi clienti una serie di servizi molto importanti e interessanti. Il core business di questo operatore è sicuramente la compravendita di diamanti e altre pietre preziose ma fra i servizi che offre alla sua clientela c’è anche la perizia e la valutazione delle pietre preziose, il rilascio delle relative certificazioni di garanzia, i corsi di formazione per apprendere le nozioni di base della gemmologia. Un servizio particolare e molto apprezzato dalla clientela è quello dedicato. Si tratta, in realtà, di una serie di servizi personalizzabili pensati appositamente per venire incontro alle richieste di una clientela molto esigente. Ad esempio ci sono le valutazioni a domicilio o direttamente nelle cassette di sicurezza ma anche consulenze per investimenti, se si desidera acquistare un diamante come bene rifugio o, infine, progettazione di gioielli se il diamante che si desidera acquistare dovrà essere montato in un gioiello speciale.

Valutazione dei diamanti: scopriamo come si fa
La prima operazione che viene compiuta dagli esperti di IGR Diamanti Roma è quella della valutazione della pietra, in questo caso del diamante sciolto, che si intende vendere. La valutazione di un diamante prende in considerazione quattro parametri fondamentali, quelli che in inglese vengono definite le quattro C, ossia cut, colour, carat e clarity. Il particolare cut si riferisce al taglio che la pietra presenta: quello più famoso è il brillante ma ne esistono anche altri. Il colour è ovviamente il colore in quanto non esistono solo i diamanti trasparenti ma anche quelli colorati che sono molto rari e per questo ancora più preziosi. Il carat è il carato, ossia l’unità di misura del volume della pietra: più è alto il carato, maggiore sarà la grandezza del diamante. Infine la clarity è la purezza, la brillantezza della pietra, altro elemento di fondamentale importanza per riuscire a stabilire il valore di un diamante. La combinazione di questi quattro elementi determina il valore del diamante e di conseguenza il suo prezzo di acquisto o di vendita. È fondamentale che a realizzare questa valutazione siano solo esperti del settore, appunto come gli specialisti che lavorano da IGR Diamanti Roma.

Vendere diamanti senza certificato: sai a cosa vai incontro?
Quando gli esperti di IGR si occupano della valutazione del diamante, a richiesta del cliente possono realizzare anche la certificazione di qualità. Si tratta di un documento di sintesi che è una vera e propria carta di identità della pietra ed è molto importante sia per chi acquista che per chi vende. Acquistare una pietra non certificata, infatti, espone il cliente al rischio di spendere il suo denaro per una pietra non originale oppure semplicemente dal valore inferiore rispetto a quello certificato. Provare a vendere una pietra non certificata, invece, consente di avere una platea molto più limitata di potenziali clienti in quanto chi desidera fare un investimento vuole la garanzia di acquistare una pietra di valore. E questa garanzia può essere offerta solo dalla certificazione rilascia da un ente autorizzato come IGR Diamanti Roma. Per questo motivo è sempre sconsigliabile scegliere il primo operatore che capita per un’operazione tanto delicata e di così alto valore. Meglio andare sul sicuro e affidarsi alla competenza e alla trasparenza di IGR Roma.

Gioielli con diamanti dove e come farli periziare

Nel mondo moderno molti sono coloro che scelgono di diversificare i propri investimenti allo scopo di diminuire il rischio e amplificare il ritorno economico. Tra le possibilità di investimento vi è senza ombra di dubbio l’investimento in pietre preziose, esse garantiscono una certa sicurezza permettendo al contempo un buon guadagno anche in orizzonti temporali medi. Per non incappare in brutte sorprese è però indispensabile prendere alcune piccole precauzioni, eccone alcune.

Conoscere le pietre e le loro insite particolarità

Nel mondo delle pietre preziose molte sono le variabili che possono influire sulla valutazione economica. Una prima distinzione è quella che vede la divisione tra pietre preziose e diamanti, nei primi genericamente vengono inserite tutte le pietre che hanno un certo valore (Zaffiri, Rubini, Topazi, Coralli etc etc), queste pietre di solito sono estratte dal terreno o dal mare. Anche i secondi sono pietre estratte dal terreno, per la loro forma e la loro brillantezza hanno però da sempre avuto un grande valore economico. All’interno del mondo delle pietre preziose particolare attenzione riveste il “taglio” della pietra, soprattutto relativamente ai diamanti non è raro trovare infatti gioielli con taglio brillante, essi sono i più ricercati in assoluto. Una seconda differenziazione può senza ombra di dubbio ruotare attorno al fatto se la pietra sia libera o invece montata su un materiale prezioso, questo secondo caso è il più frequente, stante che spesso le pietre preziose sono sfruttate anche come regalo, anche se garantisce un ritorno economico minore.

L’analisi della singola pietra

Per poter stimare il valore di una pietra è necessaria l’analisi approfondita della pietra stessa. Soprattutto quando si parla di diamanti, visto che essi sono da sempre stati utilizzati come bene rifugio al pari dell’oro, vi sono particolari caratterizzazioni che influiscono sulla valutazione finale. La prima e forse la più importante è quella delle 4C, secondo tale differenziazione il diamante viene valutato a secondo del peso (carat), del taglio (cut), della purezza (clarity) e del colore (colour), la valutazione viene effettuata da personale specializzato. Ultimamente nel mondo delle pietre preziose ha preso piede anche una seconda valutazione conosciuta come “scala GIA”, essa che va da F a L3 analizza la purezza del diamante, assegnando più valore a quello privo di qualsiasi inclusione esterna che ne possa inficiare la purezza.

I periti delle pietre preziose

Allo scopo di effettuare una valutazione professionale ed imparziale negli anni è nata la figura professionale del perito. Il perito di solito avvalendosi di sofisticati macchinari, e grazie alla sua esperienza, procede all’analisi preventiva della pietra preziosa, alla valutazione delle sue caratteristiche, alla stima del suo valore. Alla fine del procedimento lo stesso perito redige un certificato nella quale sono riportate tutte le sue valutazioni, quest’ultimo di fatto diventerà la carta d’identità della pietra e sarà la base sulla quale basare eventuali compravendite. Per procedere alla perizia della pietra preziosa basterà per questa ragione rivolgersi ai laboratori attrezzati, spesso all’interno della stima sono compresi anche i servizi di spedizione della pietra (tramite corriere assicurato) e suggellamento della stessa, quest’ultimo procedimento si rivela importantissimo allo scopo di preservare l’integrità e la purezza della pietra, indispensabile per mantenere inalterato le qualità della pietra stessa.

Diamanti certificati e blisterati

Il diamante negli anni si è ritagliato uno spazio specifico non solamente nel mondo dei regali importanti, ma anche in quello degli investimenti monetari a medio-lungo termine. Le pietre preziose sono state infatti fin dal passato definite un bene rifugio, visto che al pari di altri materiali preziosi (oro, platino, argento) vengono usati per tenere al riparo i propri risparmi dalle turbolenze del mercato finanziario, essi hanno inoltre la peculiarità di essere indistruttibili e facilmente occultabili. Per questi motivi ultimamente l’acquisto di pietre preziose sta interessando anche il mercato dei piccoli investitori. Ma quale diamante acquistare per avere un ottimo ritorno economico?

Scegliere solo diamanti certificati da agenzie specializzate

Una delle prime regole da seguire prima dell’acquisto di un diamante è quello di sceglierne uno…vero. Sembrerà paradossale ma nel mondo delle pietre preziose, come d’altronde nel mondo reale, molti sono i truffatori che sfruttano la buona fede degli acquirenti. Pretendere una certificazione che attesti che il diamante sia quello realmente acquistato, e che esso abbia determinate caratteristiche è buon viatico per non prendere fregature. La certificazione di solito viene redatta da un perito specializzato, meglio se appartenente ad un istituto gemmologia riconosciuto come nella capitale la IGR – Diamanti Roma. Il documento, che ha valore legale in ambito internazionale, certifica tutte le caratteristiche della pietra, in special modo riportano le sue caratteristiche relativamente alla regola universalmente riconosciuta delle quattro C, (Cut, Clarity, Color e Carat weight). Di fatto il certificato identifica il diamante e ne accompagna la sua vita come se fosse una vera e propria carta d’identità. Acquistare un diamante da investimento con certificazione è importante anche nell’ottica della sua successiva rivendita, difficilmente infatti si potrà piazzare la pietra senza questo importante documento.

Prediligere diamante in blister.

Non è raro che il diamante da investimento venga presentato agli acquirenti in blister. Per blister si intende un astuccio appositamente costruito che ha la parte superiore trasparente. L’astuccio ha una duplice funzione, da una parte infatti protegge la pietra preservandola nella sua lucentezza, dall’altro permette la visione integrale del diamante. Di solito il blister è contenuto all’interno di una confezione in legno che ha la funzione di esaltare il gioiello, non è raro che in questa confezione sia ricavata uno piccola tasca nella quale riporre il certificato di autenticità del diamante. Importante sottolineare che la confezione nella sua interezza non permette una disamina accurata della pietra, va da se quindi che l’eventuale acquisto di un diamante in blister deve essere effettuato solamente presso agenzie specializzate o gioiellerie di cui si gode la massima fiducia.

Conclusioni

Come abbiamo visto il diamante può essere un ottimo strumento di investimento, per non avere brutte sorprese le regole da seguire sono poche ma basilari. In tale contesto è un ottima cosa affidarsi sempre ad agenzie specializzate che procedono solamente alla vendita di diamanti certificati, meglio se blisterati singolarmente. In tal caso il mercato offre pietre per tutte le tasche, gioielli che nel tempo si rivaluteranno permettendo cosi un ottimo ritorno del proprio investimento. Inutile sottolineare che l’investimento dovrebbe avere un orizzonte temporale medio lungo.

Stimare un diamante come fare

“I diamanti sono i migliori amici delle donne” cantava Marylin Monroe, ma chissà se l’icona di femminilità e fascino avrebbe saputo valutare il valore di questa pietra preziosa.
Il diamante oltre ad essere simbolo di purezza e bellezza, è il tocco di luce perfetto per gioielli per ogni occasione ed età di chi lo indossa, e rimane un investimento che dura nel tempo. Non passa mai di moda e con gli anni non perde il proprio valore.

Per questo, sia per chi non è del mestiere o per chi vende gioielli ma non conosce le gemme in modo approfondito, è utile seguire alcune linee guida per saper stimare un diamate.

Per conoscere il valore economico di un diamante bisogna innanzi tutto farlo valutare da un esperto, il quale conoscerà il valore di mercato dei diamanti in quel preciso momento.

Criteri di analisi: le 4C

I criteri di analisi con i quali viene valutata la gemma si basano invece su quattro fattori, meglio noti come le 4C: Cut, ovvero il tipo di taglio; Color, il colore della gemma, Clarity, la purezza; Carat, cioè i carati o il peso del diamante.
La combinazione di questi quattro fattori messi assieme permette di conoscere il valore del diamante.
Andiamo più nel dettaglio e analizziamo ognuno di questi quattro criteri.

Cut
Prima di essere tagliato, un diamante somiglia a un comune sassolino. Esistono diversi tipi di tagli, ma il più diffuso e apprezzato è sicuramente il cosiddetto taglio a brillante. Esistono anche il taglio a goccia, a marquise, a cuore, a ovale o a smeraldo ma sono meno richiesti e, per quanto particolari, hanno meno mercato.
Perché il taglio sia considerato ottimale deve rispettare determinate proporzioni che permettano alla gemma di riflette al meglio la luce.

Color
Il colore della gemma varia da assenza di colore fino a raggiungere tonalità tendenti al giallo scuro, ma esistono in natura anche diamanti che tendono al rosa o all’azzuro. Attenzione che in alcuni casi però, queste colorazioni così peculiari possono essere ottenute artificialmente.
In questo caso il valore è determinato anche a seconda della rarità della colorazione: gemme totalmente incolori o, al contrario, con un colore più marcato vengono a costare di più perché difficili da reperire.

Clarity
Parlando di purezza, invece, va detto che quasi tutti i diamanti possono contenere delle particelle o inclusioni al loro interno che a seconda della quantità possono impedire il passaggio della luce e quindi la brillantezza della gemma.

Carat
Dato che i diamanti di grandi dimensioni sono molto rari, il loro valore aumenta a seconda del peso. Il peso delle gemme si misura in carati, un carato corrisponde a 0,2g o 1/5 di grammo.

Certificazioni
Ad aumentare e accertare il valore economico di un diamante esistono delle certificazioni che accompagnano la gemma non incastonata e che ne garantiscono la qualità. Gli enti certificatori più noti sono GIA, IGI, HRD e CISGEM, i quali rilasciano un rapporto gemmologico che contiene la descrizione e l’analisi di tutti i parametri sopra indicati. La certificazione, tuttavia, è solamente una garanzia per chi vende o acquista ma non influisce sul valore monetario della gemma.

Fluorescenza
Infine, la fluorescenza è un altro criterio di valutazione della qualità di un diamante, in quanto più una gemma è fluorescente meno valore ha perché diminuisce la sua capacità di riflettere la luce. I diamanti più costosi sono quelli in cui non c’è traccia di fluorescenza.

Quotare un diamante
I diamanti, come abbiamo già detto, possono essere un ottima scelta d’investimento: al contrario del denaro o dei beni immobili non sono soggetti a tassazione, non deperiscono con il passare del tempo, sono facilmente trasportabili, ed essendo un bene tangibile come l’oro, possono essere l’ideale per chi voglia diversificare i propri investimenti.
Per avere un’idea più precisa del loro valore monetario è necessario consultare dei listini che riportano periodicamente il prezzo a cui i diamanti vengono scambiati, che si esprime in centesimo/carato.
I rapporti più noti sono il Rapaport Diamont Report (settimanale) e il International Diamond Exchange di Tel Aviv (mensile).
Infine, il prezzo dipende anche dal numero di intermediari. Meno sono gli intermediari coinvolti più il diamante risulterà a buon mercato.

Per chi acquista, per chi vende o per chi semplicemente desidera stimare il valore dei propri diamanti, è bene conoscere tutti questi criteri di analisi e come possono aumentare o diminuire il valore di mercato di ogni singola gemma.
Per avere una valutazione precisa e affidabile del prezzo monetario di una gemma però è sempre consigliabile consultare un gemmologo esperto, il quale saprà darvi una quotazione attendibile del valore del vostro diamante.

Quali monete scegliere per investire?

Quali sono le monete migliori da comprare come investimento oggi? In questa guida scopriamo quali sono i vantaggi di investire in monete preziose.
Vediamo innanzitutto cosa è una moneta da investimento. Si intendono con questo termine tutte le monete fatte di metalli preziosi, quali l’oro e l’argento, che sono destinate agli investitori.
Le monete da investimento sono diverse dalle monete numismatiche in quanto il valore di una moneta da investimento viene calcolato in base al peso del metallo con cui è stata coniata, quanto più puro sia, mentre il valore di una moneta numismatica è calcolato in base alla sua rarità e può quindi essere superiore, anche di molto, al valore del suo metallo.
Quindi le monete da investimento sono quelle coniate in oro, in argento o in platino e sono in genere ben realizzate, rifinite nei dettagli e fior di conio, ossia come se fossero state appena immesse nel mercato.
Le monete da investimento possono essere di vari formati: un’oncia, metà o un quarto o un decimo di oncia. Il loro contenuto, ossia la quantità di metallo prezioso e la purezza, possono variare in funzione dello stato che la produce.
Vediamo ora quali sono le migliori monete per un investimento.
La prima moneta è stata il famoso Krugerrand d’oro, creata in Sud Africa nel 1970 e da allora molti paesi hanno deciso di coniare la propria moneta d’oro. Oggi l’elenco delle monete da investimento è davvero lungo:
American Eagle negli Stati Uniti
Maple Leaf in Canada
Kangaroo in Australia
Filarmonica in Austria
Panda in Cina
Sterlina d’oro in Inghilterra
– il Marengo in Italia

La funzione di una moneta da investimento può essere compresa considerando la definizione data dalla zecca negli USA, ossia che è valutata in funzione del peso del metallo prezioso. Mentre le monete commemorative o numismatiche vengono valutate per la tiratura, la condizione (valgono di più se sono fior di conio), per la rarità e l’età. Le monete da investimento possono essere acquistate da coloro che vogliono un sistema semplice per poter investire nel mercato dell’oro, argento e platino.
Vediamo come si calcola il valore di una moneta da investimento.
Le monete da investimento si considerano sempre “fior di conio” poiché sono vendute per investimenti e il prezzo è basato sul valore del loro metallo prezioso. Non esistono delle monete davvero rare poiché la zecca ha interesse a coniarne in grande quantità per evitare che esse possano essere meno frequenti e creare un disequilibrio, poiché il loro prezzo potrebbe superare il valore del metallo.
Tuttavia esistono monete da investimento piuttosto rare, in quanto coniate appositamente in occasione di eventi importanti relativi a un paese o a un determinato momento storico. Si tratta di monete a tiratura limitata che sono immesse sul mercato proprio per l’acquisto da parte di collezionisti. Esse sono note come monete di tipo “proof” e non si considerano propriamente come monete da investimento sebbene abbiano valore per il metallo prezioso.
Le monete da investimento possono anche avere un prezzo superiore al valore del loro metallo prezioso poiché di solito si applica sul mercato un sovrapprezzo che varia dal 3 al 15% in funzione della loro grandezza. La maggiorazione è dovuta al costo per la produzione, l’assicurazione, lo stoccaggio e la movimentazione della moneta, tutte attività fondamentali per immettere la moneta sul mercato.

Vediamo i vantaggi e gli svantaggi dell’investimento in monete.
Il vantaggio principale la comodità della conservazione delle monete che si possono tenere in casa, possibilmente in una cassaforte. È sicuramente più comodo avere 400 monete d’oro ciascuna da un’oncia che un lingotto che pesa 400 once. Se poi si vogliono rivendere perché magari il prezzo del metallo aumenta, è certamente più immediato venderle rispetto ai lingotti.
Un altro vantaggio è la liquidità elevata della moneta, accettata da qualsiasi rivenditore e anche dagli istituti bancari senza particolari problemi, in quanto monete che sono state coniate da governi e quindi affidabili e sicure. Mentre rivendere un lingotto comporta la necessità di test di autenticità per determinare la qualità del metallo, il che comporta perdita di tempo e di denaro.
Le monete da investimento sono quindi di incasso più facile e veloce.

Lo svantaggio principale è invece dovuto al fatto che occorre pagare un sovrapprezzo leggero rispetto all’acquisto di un lingotto dello stesso peso poiché il prezzo delle monete da investimento è maggiore del corrispettivo del metallo prezioso a causa di costi di produzione, di stoccaggio e di trasporto. Ma non è in realtà proprio uno svantaggio in quanto si può rientrare di questa maggiorazione quando si vendono le monete e questa maggiorazione ricade sull’acquirente.

Ecco perché conviene acquistare oggi le monete da investimento. Investire una quota del denaro nelle monete da investimento è sicuramente un’opzione da considerare per una diversificazione del proprio portafoglio e quindi per diminuire il rischio.
Oggi è possibile acquistare le monete da investimento anche online tramite appositi siti web che offrono il servizio. Prima di procedere però è consigliabile parlare sempre con un esperto di questo settore per avere un consiglio tecnico sulle migliori monete da investimento. Se invece si desidera agire autonomamente è bene ricordare di dare prima un’occhiata ai prezzi dell’oro, dell’argento e del platino, al fine di fare previsioni del prezzo in futuro.

Rubino quale colorazioni può avere?

Il Rubino è una varietà del corindone rosso, un minerale che è costituito da ossido di alluminio ed è al secondo posto nella scala della durezza di Mohs (il diamante è al primo posto). Le sue caratteristiche principali sono quindi l’eccezionale durezza, l’intenso colore intenso e un effetto setoso, caratteristiche che lo rendono molto valutato tra le pietre “preziose”. È una delle più costose: quelle di grandi dimensioni, molto rare, si possono paragonare ai diamanti.
Il nome del rubino proviene dal nome Latino “ruber” che ha il significato di rosso. È la pietra portafortuna per coloro che sono nati a luglio ed è anche usata per celebrare sia il quindicesimo che il quarantesimo anniversario di matrimonio.
Nello Zodiaco è la pietra del segno del Capricorno.
La fonte dei rubini per molto tempo è stata considerata l’India: in sanscrito la pietra viene chiamata “ratnaraj” che significa infatti “Re delle Gemme”. Anticamente un’attrattiva importante della pietra era il fatto che era considerata una protezione sia dalla salute cagionevole che dalla sfortuna. Il potere di guarigione di queste pietre è sempre stato una questione piuttosto controversa, ma pare che i rubini aiutassero in particolare per i mal di schiena oppure per i problemi delle unghie dei piedi.

La gamma dei colori del rubino
I colori del rubino vanno dal rosato fino alle sfumature del color arancio, del rosso porpora e infine del rosso scuro/marrone. Il colore varia in funzione della quantità di cromo e di ferro che è contenuta nella pietra. Il colore che risulta più richiesto è il colore definito “sangue di piccione”, che è un rosso molto vivo che ha un tocco di blu. Fa la differenza la saturazione del suo colore. Il colore della pietra è il fattore più importante da considerare per l’acquisto di un rubino a cui fa seguito la limpidezza. I rubini che hanno grandi dimensioni sono molto rari.

L’illuminazione del rubino
Nel rubino esiste molto evidente il cosiddetto fenomeno del pleocroismo, secondo cui il colore può variare in funzione dell’angolazione dalla quale si guarda la pietra. Le pietre che hanno l’effetto che è detto “occhio di gatto” oppure effetto stellato si possono visionare alla luce naturale in condizioni ottimali. Molti rubini mostrano delle fluorescenze che possono essere un fattore che consente di scoprire la loro provenienza geografica. Ad esempio i rubini birmani hanno delle fluorescenze che risultano talmente evidenti da vedersi anche alla luce del sole, tanto che sembrano brillare letteralmente, mentre i rubini tailandesi in genere non presentano fluorescenze.

La limpidezza del rubino
Spesso nei rubini sono presenti delle inclusioni che però non sono sempre un indice di minore qualità. Infatti le inclusioni di aghi rutili provocano il cosiddetto effetto “seta brillante”. Se un rubino di questo tipo è tagliato in cabochon allora appare il cosiddetto effetto a “occhio di gatto”. I rubini che presentano delle inclusioni di rutile spesso hanno l’effetto, chiamato asterismo, di una stella a sei punte: in questo caso si ha il rinomato rubino detto rubino stellato. Gli asterismi in genere sono visibili correttamente con una fonte di luce singola: sono molto apprezzato anche per l’effetto di movimento.

Il taglio del rubino
In genere i rubini trasparenti vengono tagliati a brillante e a gradini, mentre le pietre che sono meno trasparenti sono tagliati generalmente a cabochon.

I trattamenti più comuni del rubino
Il trattamento più utilizzato è il riscaldamento. La pietra, in genere, prima di essere tagliata, è riscaldata a una temperatura che va dai 1700 ai 1800 gradi Celsius, per diverse ore. In genere questo riscaldamento ha l’effetto di migliorare sia la limpidezza che il colore della pietra. Un rubino di qualità inferiore che ha fenditure fino alla superficie viene migliorato mediante un processo di riempimento con vetro al piombo che produce dei rubini dal bell’aspetto ma che si possono vendere a un prezzo molto ragionevole.

La provenienza dei rubini
I rubini si possono trovare in moltissime zone della terra, ma quelli più pregiati sono i rubini della Valle Mogok, in Birmania, che un intenso colore rosso. I rubini si possono trovare anche in Cambogia, in Thailandia in India, in Pakistane e in Afghanistan. I rubini tailandesi, spesso hanno un riflesso marrone oppure viola I rubini dello Sri Lanka sono in genere di colore rosa chiaro e spesso vengono classificati come zaffiri rosa. Piccoli depositi di questa pietra esistono anche in Madagascar, in Tanzania, in Nepal, in Vietnam e persino negli USA.

I criteri con cui scegliere un rubino
Il valore dei rubini è determinato dal peso, dal colore e dalla qualità della pietra. Conta prima di tutto il colore: i rubini di un rosso intenso e brillante sono quelli più ricercati, definiti “sangue di piccione”. È importante anche il grado di chiarezza: infatti le pietre senza inclusioni sono rare. Innanzitutto il colore. Ma non bisogna farsi troppo influenzare dalle opinioni secondo le quali l´unico colore pregiato per l rubini é il sangue di piccione, ma lasciarsi condurre dal proprio gusto. In realtà i rubini offrono una gamma molto vasta di colori, tutti strabilianti. Ovviamente il sangue-di-piccione resta un colore straordinario, ma anche che tutte le altre sfumature siano incantevoli comunque. Un altro criterio è la brillantezza che dona unicità alla pietra. Maggiore è la trasparenza e la brillantezza e maggiore è il valore. Meno inclusioni presenta un rubino e maggiore è la lucentezza e maggiore è la rarità. Ma le inclusioni sono in realtà un fenomeno naturale e garantiscono la naturalezza della gemma che non è stata trattata, oltre a fornire caratteristiche uniche e individuali. Se è ben posizionata nel rubino, in una bella forma delicata, un’inclusione può essere un fattore di arricchimento. Infatti la valutazione delle inclusioni va fatta singolarmente. Infine una caratteristica del rubino è la sua brillantezza nella notte. Infatti di notte un rubino risplende nel modo migliore e acquista una luce davvero straordinaria.
I criteri per l´acquisto di un rubino si possono quindi riepilogare così: un rubino deve avere sicuramente un colore che piace, una discreta brillantezza ma soprattutto deve accendere il desiderio.

Diamante o Brillante quali le differenze

Diamante taglio brillanteI diamanti sono il gioiello preferito da qualsiasi donna, quello che spera gli sia regalato almeno una volta nella vita. Nonostante sia tra i più richiesti e amati, non molti conoscono però la differenza tra diamante e brillante. Ecco quindi una rapida guida su quello che bisogna sapere su entrambi.

La differenza tra diamanti e brillanti
I termini ‘diamante’ e ‘brillante’ in realtà indicano la medesima materia prima. Il primo, infatti, si usa per riferirsi alla pietra preziosa, tagliata in qualunque modo e incastonata in qualsiasi gioiello. Con la parola brillante, invece, si definisce il tipo di taglio che viene realizzato sulla materia prima. È una lavorazione che permette di creare ben 57 facce sul piccolo oggetto, che possono arrivare a 58 nel caso in cui anche la punta venga ulteriormente lavorata. In questo modo il diamante acquisirà uno splendore ed una brillantezza unica, capace di far innamorare qualsiasi donna. Nonostante la pietra possa avere forme, dimensioni e colori differenti, il taglio definito brillante resta il più richiesto è prezioso. Il perché va ricercato nelle caratteristiche che questo tipo di lavorazione conferisce alla pietra. Risulta più lucente ed ogni sfaccettatura che avrà il diamante finito sarà frutto di uno studio dettagliato che serve per poter valorizzare al massimo a materia prima, conferendogli brillantezza. Proprio da questa caratteristica viene il nome del taglio tanto amato dalle donne e dalle ragazze. Per realizzare un brillante viene eliminata una parte non trascurabile della pietra, che alla fine peserà meno rispetto alla quantità presente in partenza. Questo è uno dei motivi per cui i diamanti tagliati in questo modo sono più pregiati e meno comuni, oltre ad avere un prezzo più elevato in quanto la pietra è stata frazionata e c’è stato un duro lavoro da parte dell’artigiano esperto.

Il prezioso diamante
Il diamante di per sè è un minerale che si trova in natura, formato solamente da carbonio. Viene spesso comparato alla grafite perché ha la sua stessa composizione chimica, ma è più compatto e duro: si tratta in realtà del materiale finora conosciuto più resistente al mondo. Per riuscire a lavorarlo si utilizzano attrezzi che abbiano una punta in diamante, essendo l’unico materiale che riesce a scalfirlo. La maggior parte degli esemplari che si trovano in natura non sono del tutto trasparenti e privi di colori, quindi non vengono impiegati in gioielleria, ma trovano il loro utilizzo all’interno delle industrie. Per questo il diamante è così prezioso, perché quello limpido e brillante è molto raro, quindi costoso. Il luogo dove vengono estratti i diamanti e attualmente l’Australia, ma anche in Russia ed Africa si trovano molto miniere ancora utilizzate e non del tutto esaurite. Non tutte le pietre sono adatte per la gioielleria o presentano le caratteristiche necessarie per essere vendute ad un buon prezzo. Per valutarne il valore vengono valutate le 4 C, cioè i quattro presupposti che deve avere un diamante perfetto. Questi sono: il colore (colour), i carati (carat) quindi il peso, la purezza (clarity) ed il taglio (cut).

Guida all’acquisto
Il taglio definito brillante non viene utilizzato solamente con i diamanti, ma con qualunque tipo di pietra. Onde evitare truffe è necessario sapere bene cosa si sta acquistando e conoscere la materia prima utilizzata per la realizzazione del gioiello. Per acquistare un diamante taglio brillante è quindi importante specificare al rivenditore il tipo di pietra che si preferisce. Negli ultimi tempi è di moda la lavorazione degli zirconi, cioè elementi vitrei, che vengono intagliati come gioielli più raffinati e di maggior pregio, confondendo il consumatore meno esperto. Solitamente i diamanti vengono incastonati per lo più in anelli, oppure in collane, diademi, bracciali ed orecchini. Il gioiello più famoso è il solitario, caratterizzato da un’unica pietra che diventa la protagonista dell’accessorio, brillante e luminosa. Molto noti sono anche i trilogy, anelli caratterizzati da ben tre pietre ed amati per il loro design e la ricchezza che rappresentano. Il diamante è dunque il regalo perfetto per simboleggiare amore puro ed eterno.

I vari tagli
Il diamante taglio brillante ha una forma circolare e tantissime sfaccettature che, quando colpite da un raggio luminoso, lo riflettono molteplici volte, facendolo brillare. Per realizzare un taglio brillante, l’artigiano deve rispettare alcuni rapporti dettati dalla geometria, affinché la pietra abbia le giuste proporzioni e sia il più luminoso possibile. Il diamante, però, può essere tagliato in molte forme, a seconda del tipo di incastonatura che bisogna fare. Oltre alla classica tonda vi è quella ovale, la cui forma vista dall’alto è di un cerchio schiacciato alle due estremità laterali e quella definita a smeraldo, perché più utilizzata con questo tipo di materia prima; il risultato è un diamante che ha otto lati, di cui i due alla sommità più stretti, mentre quelli laterali più lunghi. Infine vi è il taglio a goccia, in cui la pietra assume le sembianze di una gocciolina d’acqua, anche in questo caso particolarmente sfavillante e luminosa. Il più amato resta però il classico taglio brillante che conferisce al diamante una bellezza ed un fascino senza tempo, intramontabile.

Come si diventa un Banco Metalli e quali sono i campi merceologici di applicazione

Professionisti ORO - Banco metalliIl Banco Metalli è una società vera e propria a tutti gli effetti, che è iscritta nell’elenco che raggruppa gli operatori che fanno commercio in oro. Questo tipo di società deve essere autorizzata alla sua attività dalla Banca d’Italia, la quale verifica che sia in possesso di tutti i requisiti necessari, dettati dalla normativa di legge in vigore e che le consentano di essere un operatore autorizzato nel settore della compravendita di oro e metalli preziosi.

Il Banco dei Metalli deve possedere quindi tutte le autorizzazioni necessarie sia per poter comprare che per vendere all’ingrosso i metalli preziosi. Questi vengono successivamente riuniti, poi fusi e rivenduti al dettaglio. Inoltre questo tipo di società deve avere tutti i requisiti, secondo la legge in vigore, per produrre e successivamente vendere l’oro da investimento, ossia i lingotti oppure le monete d’oro.

In altre parole un Banco dei metalli non solo commercia in oro, argento, platino oppure palladio, ma tratta anche gli orologi di marca, diversi tipi di gioielli, le monete d’oro e perfino commercia pietre preziose. La sua attività quindi consiste in un vero e proprio commercio al dettaglio che viene regolamentato dalla attuale legge 17/1/2000 num.7 per molte tipologie di metalli preziosi. Inoltre recupera anche i metalli e i preziosi che sono destinati a uso dentale.

Inoltre gli istituti bancari spesso forniscono dei metalli preziosi mediante cessione o prestito d’uso: coloro che quindi sono interessati all’acquisto oppure al prestito d’uso di oro sono proprio gli orafi che fanno commercio in metalli preziosi oppure quelle aziende che fanno lavorazioni in oro o che lo consegnano ad altre aziende ad esclusivo uso per lavorazione. La banca quindi può vendere lingotti anche a privati sebbene in questo caso non riacquista il metallo. È qui che il Cliente ha la necessità di rivolgersi a un soggetto che fa da intermediario e che sia abilitato a ciò, come ad esempio un orafo oppure un “Banco Metalli”.

Bisogna quindi distinguere tra l’attività di cessione e di prestito d’uso dell’oro, la quale è consentita solo agli istituti bancari, i quali vendono solo e non riacquistano, dall’attività per cui i Banco Metalli sono autorizzati.

Ma come un Banco Metalli può riuscire a ottenere l’autorizzazione al commercio dell’oro? L’autorizzazione si deve richiedere in primis alle banche e poi anche a società private apposite. Infatti l’autorizzazione al commercio d’oro di tipo professionale è concessa agli istituti bancari solo da parte della Banca d’Italia e soltanto in seguito a un comunicazione relativa all’Ufficio Cambi.

I soggetti, dal punto di vista giuridico, che possono richiedere ed avere l’autorizzazione a commerciare in oro sono coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti.

La società deve avere una di queste forme giuridiche:
– società per azioni (Spa);
– società in accomandita per azioni (Sapa);
– società a responsabilità limitata (Srl);
– società cooperativa
in tutti i casi deve avere un capitale sociale che deve essere versato per intero, e che sia pari almeno a quello minimo previsto da una società per azioni, quindi 120.000,00 euro;
– l’oggetto sociale della società deve essere commercio in oro;
– coloro che hanno la loro partecipazione al capitale societario, gli amministratori e quei dipendenti con la funzione di direzione tecnica o commerciale, devono tutti possedere requisiti di onorabilità che sono previsti dal decreto del 1 settembre del 1993, numero 385, in particolare dagli articoli 108, 109 e 16, comma 2, in materia creditizia e bancaria.

Quindi per un Banco Metalli esistono precisi obblighi di legge. Innanzitutto esiste l’obbligo di fare la dichiarazione delle operazioni ad eccezione ad esempio dei trasferimenti di oro per la lavorazione, in prova oppure in visione e in conto deposito. Ciò secondo l’ art. 1, comma 2 della Legge n. 7/2000 sempre che l’operazione venga supportata da una documentazione della doganale che sia idonea e che attesti il transito dell’oro per importazione o per esportazione temporanea e la successiva operazione contraria. Se tale documentazione non può essere prodotta l’operazione deve essere dichiarata.

La “Circolare UIC 28 marzo del 2001” inoltre definisce in che modo si dichiarano le operazioni che si svolgono per l’oro. In questa circolare vengono descritte le modalità di utilizzo di un software che permette la compilazione delle dichiarazioni relative alle operazioni con l’oro, come previsto da un provvedimento che è stato emanato dall’Ufficio Cambi nel luglio 2000. Questo determina sia i contenuti che le modalità delle dichiarazioni e delle comunicazioni di coloro che commerciano oro in modo professionale, secondo la Legge n. 7 del 17 gennaio 2000, ossia la nuova regolamentazione del mercato dell’oro, come attuazione della direttiva del Consiglio 98/80/CE che è stata emanata il 12 ottobre 1998.

Quotazione o fixing oro?

fixing oro da investimentoNell’ultimo periodo, quello dell’oro è diventato un mercato decisamente molto interessante, dato il grande numero di investitori che hanno deciso capitalizzare i propri risparmi. Prima di scendere più nel dettaglio e di capire come fare quotare l’oro, è bene precisare che ad investire nell’oro non sono solo i grandi risparmiatori ma, molto più genericamente, tutti coloro che per una vita hanno messo da parte qualche risparmio certi di poter effettuare un investimento redditizio.

Ma come fare per non sbagliare? Quando si ha a che fare con l’oro, la prima e più importante cosa da fare riguarda le quotazioni e quando si parla, appunto, di quotazioni, non si può fare a meno di fare un cenno al fixing oro. Per chi non lo sapesse, il fixing oro non è altro che uno strumento attraverso il quale viene fissato il prezzo dell’oro. Ciò avviene molto semplicemente ricorrendo all’utilizzo di strumenti come, ad esempio, le quotazioni degli altri metalli preziosi e i relativi tassi.

Com’è noto, la quotazione ha il compito di determinare il reale valore del metallo in una determinata fascia oraria del giorno. Con questa quotazione tutti coloro che operano nel settore tra cui, ovviamente, i negozi che si occupano della compravendita dell’oro oltre che del suo acquisto hanno la possibilità di gestirsi in maniera autonoma e di fornire un servizio puntuale ai propri clienti. Il prezzo fissato, come è facile immaginare, rappresenta un punto di riferimento molto importante sia per quanto riguarda il prezzo dell’oro puro che per quanto riguarda quello dei cosiddetti derivati.

Appare chiaro, quindi, che per effettuare la migliore quotazione oro è estremamente necessario avere sempre ben presente il prezzo fissato. A questo punto, però, è fondamentale fare un rapido ma importante excursus sui fattori che incidono sulla quotazione. Tra questi ci sono, in primo luogo, sia la quantità della domanda che quella dell’offerta. Grazie a questi parametri, si ha la possibilità di capire a quanto l’oro può essere acquistato e venduto. Come detto in precedenza, tutto viene effettuato con cadenza giornaliera e, dunque, la cosa migliore da fare è cercare di rimanere costantemente aggiornati.

Suggeriamo di consultare i siti web dei migliori banco metalli della capitale per restare costantemente aggiornati sulla quotazione oro, spesso utilizzando la funzione GOLD ALERT è possibile ricevere un messaggio non appena il prezzo del prezioso metallo raggiunge la quotazione di interesse.