Diamanti certificati e blisterati

Il diamante negli anni si è ritagliato uno spazio specifico non solamente nel mondo dei regali importanti, ma anche in quello degli investimenti monetari a medio-lungo termine. Le pietre preziose sono state infatti fin dal passato definite un bene rifugio, visto che al pari di altri materiali preziosi (oro, platino, argento) vengono usati per tenere al riparo i propri risparmi dalle turbolenze del mercato finanziario, essi hanno inoltre la peculiarità di essere indistruttibili e facilmente occultabili. Per questi motivi ultimamente l’acquisto di pietre preziose sta interessando anche il mercato dei piccoli investitori. Ma quale diamante acquistare per avere un ottimo ritorno economico?

Scegliere solo diamanti certificati da agenzie specializzate

Una delle prime regole da seguire prima dell’acquisto di un diamante è quello di sceglierne uno…vero. Sembrerà paradossale ma nel mondo delle pietre preziose, come d’altronde nel mondo reale, molti sono i truffatori che sfruttano la buona fede degli acquirenti. Pretendere una certificazione che attesti che il diamante sia quello realmente acquistato, e che esso abbia determinate caratteristiche è buon viatico per non prendere fregature. La certificazione di solito viene redatta da un perito specializzato, meglio se appartenente ad un istituto gemmologia riconosciuto come nella capitale la IGR – Diamanti Roma. Il documento, che ha valore legale in ambito internazionale, certifica tutte le caratteristiche della pietra, in special modo riportano le sue caratteristiche relativamente alla regola universalmente riconosciuta delle quattro C, (Cut, Clarity, Color e Carat weight). Di fatto il certificato identifica il diamante e ne accompagna la sua vita come se fosse una vera e propria carta d’identità. Acquistare un diamante da investimento con certificazione è importante anche nell’ottica della sua successiva rivendita, difficilmente infatti si potrà piazzare la pietra senza questo importante documento.

Prediligere diamante in blister.

Non è raro che il diamante da investimento venga presentato agli acquirenti in blister. Per blister si intende un astuccio appositamente costruito che ha la parte superiore trasparente. L’astuccio ha una duplice funzione, da una parte infatti protegge la pietra preservandola nella sua lucentezza, dall’altro permette la visione integrale del diamante. Di solito il blister è contenuto all’interno di una confezione in legno che ha la funzione di esaltare il gioiello, non è raro che in questa confezione sia ricavata uno piccola tasca nella quale riporre il certificato di autenticità del diamante. Importante sottolineare che la confezione nella sua interezza non permette una disamina accurata della pietra, va da se quindi che l’eventuale acquisto di un diamante in blister deve essere effettuato solamente presso agenzie specializzate o gioiellerie di cui si gode la massima fiducia.

Conclusioni

Come abbiamo visto il diamante può essere un ottimo strumento di investimento, per non avere brutte sorprese le regole da seguire sono poche ma basilari. In tale contesto è un ottima cosa affidarsi sempre ad agenzie specializzate che procedono solamente alla vendita di diamanti certificati, meglio se blisterati singolarmente. In tal caso il mercato offre pietre per tutte le tasche, gioielli che nel tempo si rivaluteranno permettendo cosi un ottimo ritorno del proprio investimento. Inutile sottolineare che l’investimento dovrebbe avere un orizzonte temporale medio lungo.

Stimare un diamante come fare

“I diamanti sono i migliori amici delle donne” cantava Marylin Monroe, ma chissà se l’icona di femminilità e fascino avrebbe saputo valutare il valore di questa pietra preziosa.
Il diamante oltre ad essere simbolo di purezza e bellezza, è il tocco di luce perfetto per gioielli per ogni occasione ed età di chi lo indossa, e rimane un investimento che dura nel tempo. Non passa mai di moda e con gli anni non perde il proprio valore.

Per questo, sia per chi non è del mestiere o per chi vende gioielli ma non conosce le gemme in modo approfondito, è utile seguire alcune linee guida per saper stimare un diamate.

Per conoscere il valore economico di un diamante bisogna innanzi tutto farlo valutare da un esperto, il quale conoscerà il valore di mercato dei diamanti in quel preciso momento.

Criteri di analisi: le 4C

I criteri di analisi con i quali viene valutata la gemma si basano invece su quattro fattori, meglio noti come le 4C: Cut, ovvero il tipo di taglio; Color, il colore della gemma, Clarity, la purezza; Carat, cioè i carati o il peso del diamante.
La combinazione di questi quattro fattori messi assieme permette di conoscere il valore del diamante.
Andiamo più nel dettaglio e analizziamo ognuno di questi quattro criteri.

Cut
Prima di essere tagliato, un diamante somiglia a un comune sassolino. Esistono diversi tipi di tagli, ma il più diffuso e apprezzato è sicuramente il cosiddetto taglio a brillante. Esistono anche il taglio a goccia, a marquise, a cuore, a ovale o a smeraldo ma sono meno richiesti e, per quanto particolari, hanno meno mercato.
Perché il taglio sia considerato ottimale deve rispettare determinate proporzioni che permettano alla gemma di riflette al meglio la luce.

Color
Il colore della gemma varia da assenza di colore fino a raggiungere tonalità tendenti al giallo scuro, ma esistono in natura anche diamanti che tendono al rosa o all’azzuro. Attenzione che in alcuni casi però, queste colorazioni così peculiari possono essere ottenute artificialmente.
In questo caso il valore è determinato anche a seconda della rarità della colorazione: gemme totalmente incolori o, al contrario, con un colore più marcato vengono a costare di più perché difficili da reperire.

Clarity
Parlando di purezza, invece, va detto che quasi tutti i diamanti possono contenere delle particelle o inclusioni al loro interno che a seconda della quantità possono impedire il passaggio della luce e quindi la brillantezza della gemma.

Carat
Dato che i diamanti di grandi dimensioni sono molto rari, il loro valore aumenta a seconda del peso. Il peso delle gemme si misura in carati, un carato corrisponde a 0,2g o 1/5 di grammo.

Certificazioni
Ad aumentare e accertare il valore economico di un diamante esistono delle certificazioni che accompagnano la gemma non incastonata e che ne garantiscono la qualità. Gli enti certificatori più noti sono GIA, IGI, HRD e CISGEM, i quali rilasciano un rapporto gemmologico che contiene la descrizione e l’analisi di tutti i parametri sopra indicati. La certificazione, tuttavia, è solamente una garanzia per chi vende o acquista ma non influisce sul valore monetario della gemma.

Fluorescenza
Infine, la fluorescenza è un altro criterio di valutazione della qualità di un diamante, in quanto più una gemma è fluorescente meno valore ha perché diminuisce la sua capacità di riflettere la luce. I diamanti più costosi sono quelli in cui non c’è traccia di fluorescenza.

Quotare un diamante
I diamanti, come abbiamo già detto, possono essere un ottima scelta d’investimento: al contrario del denaro o dei beni immobili non sono soggetti a tassazione, non deperiscono con il passare del tempo, sono facilmente trasportabili, ed essendo un bene tangibile come l’oro, possono essere l’ideale per chi voglia diversificare i propri investimenti.
Per avere un’idea più precisa del loro valore monetario è necessario consultare dei listini che riportano periodicamente il prezzo a cui i diamanti vengono scambiati, che si esprime in centesimo/carato.
I rapporti più noti sono il Rapaport Diamont Report (settimanale) e il International Diamond Exchange di Tel Aviv (mensile).
Infine, il prezzo dipende anche dal numero di intermediari. Meno sono gli intermediari coinvolti più il diamante risulterà a buon mercato.

Per chi acquista, per chi vende o per chi semplicemente desidera stimare il valore dei propri diamanti, è bene conoscere tutti questi criteri di analisi e come possono aumentare o diminuire il valore di mercato di ogni singola gemma.
Per avere una valutazione precisa e affidabile del prezzo monetario di una gemma però è sempre consigliabile consultare un gemmologo esperto, il quale saprà darvi una quotazione attendibile del valore del vostro diamante.

Quali monete scegliere per investire?

Quali sono le monete migliori da comprare come investimento oggi? In questa guida scopriamo quali sono i vantaggi di investire in monete preziose.
Vediamo innanzitutto cosa è una moneta da investimento. Si intendono con questo termine tutte le monete fatte di metalli preziosi, quali l’oro e l’argento, che sono destinate agli investitori.
Le monete da investimento sono diverse dalle monete numismatiche in quanto il valore di una moneta da investimento viene calcolato in base al peso del metallo con cui è stata coniata, quanto più puro sia, mentre il valore di una moneta numismatica è calcolato in base alla sua rarità e può quindi essere superiore, anche di molto, al valore del suo metallo.
Quindi le monete da investimento sono quelle coniate in oro, in argento o in platino e sono in genere ben realizzate, rifinite nei dettagli e fior di conio, ossia come se fossero state appena immesse nel mercato.
Le monete da investimento possono essere di vari formati: un’oncia, metà o un quarto o un decimo di oncia. Il loro contenuto, ossia la quantità di metallo prezioso e la purezza, possono variare in funzione dello stato che la produce.
Vediamo ora quali sono le migliori monete per un investimento.
La prima moneta è stata il famoso Krugerrand d’oro, creata in Sud Africa nel 1970 e da allora molti paesi hanno deciso di coniare la propria moneta d’oro. Oggi l’elenco delle monete da investimento è davvero lungo:
American Eagle negli Stati Uniti
Maple Leaf in Canada
Kangaroo in Australia
Filarmonica in Austria
Panda in Cina
Sterlina d’oro in Inghilterra
– il Marengo in Italia

La funzione di una moneta da investimento può essere compresa considerando la definizione data dalla zecca negli USA, ossia che è valutata in funzione del peso del metallo prezioso. Mentre le monete commemorative o numismatiche vengono valutate per la tiratura, la condizione (valgono di più se sono fior di conio), per la rarità e l’età. Le monete da investimento possono essere acquistate da coloro che vogliono un sistema semplice per poter investire nel mercato dell’oro, argento e platino.
Vediamo come si calcola il valore di una moneta da investimento.
Le monete da investimento si considerano sempre “fior di conio” poiché sono vendute per investimenti e il prezzo è basato sul valore del loro metallo prezioso. Non esistono delle monete davvero rare poiché la zecca ha interesse a coniarne in grande quantità per evitare che esse possano essere meno frequenti e creare un disequilibrio, poiché il loro prezzo potrebbe superare il valore del metallo.
Tuttavia esistono monete da investimento piuttosto rare, in quanto coniate appositamente in occasione di eventi importanti relativi a un paese o a un determinato momento storico. Si tratta di monete a tiratura limitata che sono immesse sul mercato proprio per l’acquisto da parte di collezionisti. Esse sono note come monete di tipo “proof” e non si considerano propriamente come monete da investimento sebbene abbiano valore per il metallo prezioso.
Le monete da investimento possono anche avere un prezzo superiore al valore del loro metallo prezioso poiché di solito si applica sul mercato un sovrapprezzo che varia dal 3 al 15% in funzione della loro grandezza. La maggiorazione è dovuta al costo per la produzione, l’assicurazione, lo stoccaggio e la movimentazione della moneta, tutte attività fondamentali per immettere la moneta sul mercato.

Vediamo i vantaggi e gli svantaggi dell’investimento in monete.
Il vantaggio principale la comodità della conservazione delle monete che si possono tenere in casa, possibilmente in una cassaforte. È sicuramente più comodo avere 400 monete d’oro ciascuna da un’oncia che un lingotto che pesa 400 once. Se poi si vogliono rivendere perché magari il prezzo del metallo aumenta, è certamente più immediato venderle rispetto ai lingotti.
Un altro vantaggio è la liquidità elevata della moneta, accettata da qualsiasi rivenditore e anche dagli istituti bancari senza particolari problemi, in quanto monete che sono state coniate da governi e quindi affidabili e sicure. Mentre rivendere un lingotto comporta la necessità di test di autenticità per determinare la qualità del metallo, il che comporta perdita di tempo e di denaro.
Le monete da investimento sono quindi di incasso più facile e veloce.

Lo svantaggio principale è invece dovuto al fatto che occorre pagare un sovrapprezzo leggero rispetto all’acquisto di un lingotto dello stesso peso poiché il prezzo delle monete da investimento è maggiore del corrispettivo del metallo prezioso a causa di costi di produzione, di stoccaggio e di trasporto. Ma non è in realtà proprio uno svantaggio in quanto si può rientrare di questa maggiorazione quando si vendono le monete e questa maggiorazione ricade sull’acquirente.

Ecco perché conviene acquistare oggi le monete da investimento. Investire una quota del denaro nelle monete da investimento è sicuramente un’opzione da considerare per una diversificazione del proprio portafoglio e quindi per diminuire il rischio.
Oggi è possibile acquistare le monete da investimento anche online tramite appositi siti web che offrono il servizio. Prima di procedere però è consigliabile parlare sempre con un esperto di questo settore per avere un consiglio tecnico sulle migliori monete da investimento. Se invece si desidera agire autonomamente è bene ricordare di dare prima un’occhiata ai prezzi dell’oro, dell’argento e del platino, al fine di fare previsioni del prezzo in futuro.

Rubino quale colorazioni può avere?

Il Rubino è una varietà del corindone rosso, un minerale che è costituito da ossido di alluminio ed è al secondo posto nella scala della durezza di Mohs (il diamante è al primo posto). Le sue caratteristiche principali sono quindi l’eccezionale durezza, l’intenso colore intenso e un effetto setoso, caratteristiche che lo rendono molto valutato tra le pietre “preziose”. È una delle più costose: quelle di grandi dimensioni, molto rare, si possono paragonare ai diamanti.
Il nome del rubino proviene dal nome Latino “ruber” che ha il significato di rosso. È la pietra portafortuna per coloro che sono nati a luglio ed è anche usata per celebrare sia il quindicesimo che il quarantesimo anniversario di matrimonio.
Nello Zodiaco è la pietra del segno del Capricorno.
La fonte dei rubini per molto tempo è stata considerata l’India: in sanscrito la pietra viene chiamata “ratnaraj” che significa infatti “Re delle Gemme”. Anticamente un’attrattiva importante della pietra era il fatto che era considerata una protezione sia dalla salute cagionevole che dalla sfortuna. Il potere di guarigione di queste pietre è sempre stato una questione piuttosto controversa, ma pare che i rubini aiutassero in particolare per i mal di schiena oppure per i problemi delle unghie dei piedi.

La gamma dei colori del rubino
I colori del rubino vanno dal rosato fino alle sfumature del color arancio, del rosso porpora e infine del rosso scuro/marrone. Il colore varia in funzione della quantità di cromo e di ferro che è contenuta nella pietra. Il colore che risulta più richiesto è il colore definito “sangue di piccione”, che è un rosso molto vivo che ha un tocco di blu. Fa la differenza la saturazione del suo colore. Il colore della pietra è il fattore più importante da considerare per l’acquisto di un rubino a cui fa seguito la limpidezza. I rubini che hanno grandi dimensioni sono molto rari.

L’illuminazione del rubino
Nel rubino esiste molto evidente il cosiddetto fenomeno del pleocroismo, secondo cui il colore può variare in funzione dell’angolazione dalla quale si guarda la pietra. Le pietre che hanno l’effetto che è detto “occhio di gatto” oppure effetto stellato si possono visionare alla luce naturale in condizioni ottimali. Molti rubini mostrano delle fluorescenze che possono essere un fattore che consente di scoprire la loro provenienza geografica. Ad esempio i rubini birmani hanno delle fluorescenze che risultano talmente evidenti da vedersi anche alla luce del sole, tanto che sembrano brillare letteralmente, mentre i rubini tailandesi in genere non presentano fluorescenze.

La limpidezza del rubino
Spesso nei rubini sono presenti delle inclusioni che però non sono sempre un indice di minore qualità. Infatti le inclusioni di aghi rutili provocano il cosiddetto effetto “seta brillante”. Se un rubino di questo tipo è tagliato in cabochon allora appare il cosiddetto effetto a “occhio di gatto”. I rubini che presentano delle inclusioni di rutile spesso hanno l’effetto, chiamato asterismo, di una stella a sei punte: in questo caso si ha il rinomato rubino detto rubino stellato. Gli asterismi in genere sono visibili correttamente con una fonte di luce singola: sono molto apprezzato anche per l’effetto di movimento.

Il taglio del rubino
In genere i rubini trasparenti vengono tagliati a brillante e a gradini, mentre le pietre che sono meno trasparenti sono tagliati generalmente a cabochon.

I trattamenti più comuni del rubino
Il trattamento più utilizzato è il riscaldamento. La pietra, in genere, prima di essere tagliata, è riscaldata a una temperatura che va dai 1700 ai 1800 gradi Celsius, per diverse ore. In genere questo riscaldamento ha l’effetto di migliorare sia la limpidezza che il colore della pietra. Un rubino di qualità inferiore che ha fenditure fino alla superficie viene migliorato mediante un processo di riempimento con vetro al piombo che produce dei rubini dal bell’aspetto ma che si possono vendere a un prezzo molto ragionevole.

La provenienza dei rubini
I rubini si possono trovare in moltissime zone della terra, ma quelli più pregiati sono i rubini della Valle Mogok, in Birmania, che un intenso colore rosso. I rubini si possono trovare anche in Cambogia, in Thailandia in India, in Pakistane e in Afghanistan. I rubini tailandesi, spesso hanno un riflesso marrone oppure viola I rubini dello Sri Lanka sono in genere di colore rosa chiaro e spesso vengono classificati come zaffiri rosa. Piccoli depositi di questa pietra esistono anche in Madagascar, in Tanzania, in Nepal, in Vietnam e persino negli USA.

I criteri con cui scegliere un rubino
Il valore dei rubini è determinato dal peso, dal colore e dalla qualità della pietra. Conta prima di tutto il colore: i rubini di un rosso intenso e brillante sono quelli più ricercati, definiti “sangue di piccione”. È importante anche il grado di chiarezza: infatti le pietre senza inclusioni sono rare. Innanzitutto il colore. Ma non bisogna farsi troppo influenzare dalle opinioni secondo le quali l´unico colore pregiato per l rubini é il sangue di piccione, ma lasciarsi condurre dal proprio gusto. In realtà i rubini offrono una gamma molto vasta di colori, tutti strabilianti. Ovviamente il sangue-di-piccione resta un colore straordinario, ma anche che tutte le altre sfumature siano incantevoli comunque. Un altro criterio è la brillantezza che dona unicità alla pietra. Maggiore è la trasparenza e la brillantezza e maggiore è il valore. Meno inclusioni presenta un rubino e maggiore è la lucentezza e maggiore è la rarità. Ma le inclusioni sono in realtà un fenomeno naturale e garantiscono la naturalezza della gemma che non è stata trattata, oltre a fornire caratteristiche uniche e individuali. Se è ben posizionata nel rubino, in una bella forma delicata, un’inclusione può essere un fattore di arricchimento. Infatti la valutazione delle inclusioni va fatta singolarmente. Infine una caratteristica del rubino è la sua brillantezza nella notte. Infatti di notte un rubino risplende nel modo migliore e acquista una luce davvero straordinaria.
I criteri per l´acquisto di un rubino si possono quindi riepilogare così: un rubino deve avere sicuramente un colore che piace, una discreta brillantezza ma soprattutto deve accendere il desiderio.

Diamante o Brillante quali le differenze

Diamante taglio brillanteI diamanti sono il gioiello preferito da qualsiasi donna, quello che spera gli sia regalato almeno una volta nella vita. Nonostante sia tra i più richiesti e amati, non molti conoscono però la differenza tra diamante e brillante. Ecco quindi una rapida guida su quello che bisogna sapere su entrambi.

La differenza tra diamanti e brillanti
I termini ‘diamante’ e ‘brillante’ in realtà indicano la medesima materia prima. Il primo, infatti, si usa per riferirsi alla pietra preziosa, tagliata in qualunque modo e incastonata in qualsiasi gioiello. Con la parola brillante, invece, si definisce il tipo di taglio che viene realizzato sulla materia prima. È una lavorazione che permette di creare ben 57 facce sul piccolo oggetto, che possono arrivare a 58 nel caso in cui anche la punta venga ulteriormente lavorata. In questo modo il diamante acquisirà uno splendore ed una brillantezza unica, capace di far innamorare qualsiasi donna. Nonostante la pietra possa avere forme, dimensioni e colori differenti, il taglio definito brillante resta il più richiesto è prezioso. Il perché va ricercato nelle caratteristiche che questo tipo di lavorazione conferisce alla pietra. Risulta più lucente ed ogni sfaccettatura che avrà il diamante finito sarà frutto di uno studio dettagliato che serve per poter valorizzare al massimo a materia prima, conferendogli brillantezza. Proprio da questa caratteristica viene il nome del taglio tanto amato dalle donne e dalle ragazze. Per realizzare un brillante viene eliminata una parte non trascurabile della pietra, che alla fine peserà meno rispetto alla quantità presente in partenza. Questo è uno dei motivi per cui i diamanti tagliati in questo modo sono più pregiati e meno comuni, oltre ad avere un prezzo più elevato in quanto la pietra è stata frazionata e c’è stato un duro lavoro da parte dell’artigiano esperto.

Il prezioso diamante
Il diamante di per sè è un minerale che si trova in natura, formato solamente da carbonio. Viene spesso comparato alla grafite perché ha la sua stessa composizione chimica, ma è più compatto e duro: si tratta in realtà del materiale finora conosciuto più resistente al mondo. Per riuscire a lavorarlo si utilizzano attrezzi che abbiano una punta in diamante, essendo l’unico materiale che riesce a scalfirlo. La maggior parte degli esemplari che si trovano in natura non sono del tutto trasparenti e privi di colori, quindi non vengono impiegati in gioielleria, ma trovano il loro utilizzo all’interno delle industrie. Per questo il diamante è così prezioso, perché quello limpido e brillante è molto raro, quindi costoso. Il luogo dove vengono estratti i diamanti e attualmente l’Australia, ma anche in Russia ed Africa si trovano molto miniere ancora utilizzate e non del tutto esaurite. Non tutte le pietre sono adatte per la gioielleria o presentano le caratteristiche necessarie per essere vendute ad un buon prezzo. Per valutarne il valore vengono valutate le 4 C, cioè i quattro presupposti che deve avere un diamante perfetto. Questi sono: il colore (colour), i carati (carat) quindi il peso, la purezza (clarity) ed il taglio (cut).

Guida all’acquisto
Il taglio definito brillante non viene utilizzato solamente con i diamanti, ma con qualunque tipo di pietra. Onde evitare truffe è necessario sapere bene cosa si sta acquistando e conoscere la materia prima utilizzata per la realizzazione del gioiello. Per acquistare un diamante taglio brillante è quindi importante specificare al rivenditore il tipo di pietra che si preferisce. Negli ultimi tempi è di moda la lavorazione degli zirconi, cioè elementi vitrei, che vengono intagliati come gioielli più raffinati e di maggior pregio, confondendo il consumatore meno esperto. Solitamente i diamanti vengono incastonati per lo più in anelli, oppure in collane, diademi, bracciali ed orecchini. Il gioiello più famoso è il solitario, caratterizzato da un’unica pietra che diventa la protagonista dell’accessorio, brillante e luminosa. Molto noti sono anche i trilogy, anelli caratterizzati da ben tre pietre ed amati per il loro design e la ricchezza che rappresentano. Il diamante è dunque il regalo perfetto per simboleggiare amore puro ed eterno.

I vari tagli
Il diamante taglio brillante ha una forma circolare e tantissime sfaccettature che, quando colpite da un raggio luminoso, lo riflettono molteplici volte, facendolo brillare. Per realizzare un taglio brillante, l’artigiano deve rispettare alcuni rapporti dettati dalla geometria, affinché la pietra abbia le giuste proporzioni e sia il più luminoso possibile. Il diamante, però, può essere tagliato in molte forme, a seconda del tipo di incastonatura che bisogna fare. Oltre alla classica tonda vi è quella ovale, la cui forma vista dall’alto è di un cerchio schiacciato alle due estremità laterali e quella definita a smeraldo, perché più utilizzata con questo tipo di materia prima; il risultato è un diamante che ha otto lati, di cui i due alla sommità più stretti, mentre quelli laterali più lunghi. Infine vi è il taglio a goccia, in cui la pietra assume le sembianze di una gocciolina d’acqua, anche in questo caso particolarmente sfavillante e luminosa. Il più amato resta però il classico taglio brillante che conferisce al diamante una bellezza ed un fascino senza tempo, intramontabile.

Come si diventa un Banco Metalli e quali sono i campi merceologici di applicazione

Professionisti ORO - Banco metalliIl Banco Metalli è una società vera e propria a tutti gli effetti, che è iscritta nell’elenco che raggruppa gli operatori che fanno commercio in oro. Questo tipo di società deve essere autorizzata alla sua attività dalla Banca d’Italia, la quale verifica che sia in possesso di tutti i requisiti necessari, dettati dalla normativa di legge in vigore e che le consentano di essere un operatore autorizzato nel settore della compravendita di oro e metalli preziosi.

Il Banco dei Metalli deve possedere quindi tutte le autorizzazioni necessarie sia per poter comprare che per vendere all’ingrosso i metalli preziosi. Questi vengono successivamente riuniti, poi fusi e rivenduti al dettaglio. Inoltre questo tipo di società deve avere tutti i requisiti, secondo la legge in vigore, per produrre e successivamente vendere l’oro da investimento, ossia i lingotti oppure le monete d’oro.

In altre parole un Banco dei metalli non solo commercia in oro, argento, platino oppure palladio, ma tratta anche gli orologi di marca, diversi tipi di gioielli, le monete d’oro e perfino commercia pietre preziose. La sua attività quindi consiste in un vero e proprio commercio al dettaglio che viene regolamentato dalla attuale legge 17/1/2000 num.7 per molte tipologie di metalli preziosi. Inoltre recupera anche i metalli e i preziosi che sono destinati a uso dentale.

Inoltre gli istituti bancari spesso forniscono dei metalli preziosi mediante cessione o prestito d’uso: coloro che quindi sono interessati all’acquisto oppure al prestito d’uso di oro sono proprio gli orafi che fanno commercio in metalli preziosi oppure quelle aziende che fanno lavorazioni in oro o che lo consegnano ad altre aziende ad esclusivo uso per lavorazione. La banca quindi può vendere lingotti anche a privati sebbene in questo caso non riacquista il metallo. È qui che il Cliente ha la necessità di rivolgersi a un soggetto che fa da intermediario e che sia abilitato a ciò, come ad esempio un orafo oppure un “Banco Metalli”.

Bisogna quindi distinguere tra l’attività di cessione e di prestito d’uso dell’oro, la quale è consentita solo agli istituti bancari, i quali vendono solo e non riacquistano, dall’attività per cui i Banco Metalli sono autorizzati.

Ma come un Banco Metalli può riuscire a ottenere l’autorizzazione al commercio dell’oro? L’autorizzazione si deve richiedere in primis alle banche e poi anche a società private apposite. Infatti l’autorizzazione al commercio d’oro di tipo professionale è concessa agli istituti bancari solo da parte della Banca d’Italia e soltanto in seguito a un comunicazione relativa all’Ufficio Cambi.

I soggetti, dal punto di vista giuridico, che possono richiedere ed avere l’autorizzazione a commerciare in oro sono coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti.

La società deve avere una di queste forme giuridiche:
– società per azioni (Spa);
– società in accomandita per azioni (Sapa);
– società a responsabilità limitata (Srl);
– società cooperativa
in tutti i casi deve avere un capitale sociale che deve essere versato per intero, e che sia pari almeno a quello minimo previsto da una società per azioni, quindi 120.000,00 euro;
– l’oggetto sociale della società deve essere commercio in oro;
– coloro che hanno la loro partecipazione al capitale societario, gli amministratori e quei dipendenti con la funzione di direzione tecnica o commerciale, devono tutti possedere requisiti di onorabilità che sono previsti dal decreto del 1 settembre del 1993, numero 385, in particolare dagli articoli 108, 109 e 16, comma 2, in materia creditizia e bancaria.

Quindi per un Banco Metalli esistono precisi obblighi di legge. Innanzitutto esiste l’obbligo di fare la dichiarazione delle operazioni ad eccezione ad esempio dei trasferimenti di oro per la lavorazione, in prova oppure in visione e in conto deposito. Ciò secondo l’ art. 1, comma 2 della Legge n. 7/2000 sempre che l’operazione venga supportata da una documentazione della doganale che sia idonea e che attesti il transito dell’oro per importazione o per esportazione temporanea e la successiva operazione contraria. Se tale documentazione non può essere prodotta l’operazione deve essere dichiarata.

La “Circolare UIC 28 marzo del 2001” inoltre definisce in che modo si dichiarano le operazioni che si svolgono per l’oro. In questa circolare vengono descritte le modalità di utilizzo di un software che permette la compilazione delle dichiarazioni relative alle operazioni con l’oro, come previsto da un provvedimento che è stato emanato dall’Ufficio Cambi nel luglio 2000. Questo determina sia i contenuti che le modalità delle dichiarazioni e delle comunicazioni di coloro che commerciano oro in modo professionale, secondo la Legge n. 7 del 17 gennaio 2000, ossia la nuova regolamentazione del mercato dell’oro, come attuazione della direttiva del Consiglio 98/80/CE che è stata emanata il 12 ottobre 1998.

Quotazione o fixing oro?

fixing oro da investimentoNell’ultimo periodo, quello dell’oro è diventato un mercato decisamente molto interessante, dato il grande numero di investitori che hanno deciso capitalizzare i propri risparmi. Prima di scendere più nel dettaglio e di capire come fare quotare l’oro, è bene precisare che ad investire nell’oro non sono solo i grandi risparmiatori ma, molto più genericamente, tutti coloro che per una vita hanno messo da parte qualche risparmio certi di poter effettuare un investimento redditizio.

Ma come fare per non sbagliare? Quando si ha a che fare con l’oro, la prima e più importante cosa da fare riguarda le quotazioni e quando si parla, appunto, di quotazioni, non si può fare a meno di fare un cenno al fixing oro. Per chi non lo sapesse, il fixing oro non è altro che uno strumento attraverso il quale viene fissato il prezzo dell’oro. Ciò avviene molto semplicemente ricorrendo all’utilizzo di strumenti come, ad esempio, le quotazioni degli altri metalli preziosi e i relativi tassi.

Com’è noto, la quotazione ha il compito di determinare il reale valore del metallo in una determinata fascia oraria del giorno. Con questa quotazione tutti coloro che operano nel settore tra cui, ovviamente, i negozi che si occupano della compravendita dell’oro oltre che del suo acquisto hanno la possibilità di gestirsi in maniera autonoma e di fornire un servizio puntuale ai propri clienti. Il prezzo fissato, come è facile immaginare, rappresenta un punto di riferimento molto importante sia per quanto riguarda il prezzo dell’oro puro che per quanto riguarda quello dei cosiddetti derivati.

Appare chiaro, quindi, che per effettuare la migliore quotazione oro è estremamente necessario avere sempre ben presente il prezzo fissato. A questo punto, però, è fondamentale fare un rapido ma importante excursus sui fattori che incidono sulla quotazione. Tra questi ci sono, in primo luogo, sia la quantità della domanda che quella dell’offerta. Grazie a questi parametri, si ha la possibilità di capire a quanto l’oro può essere acquistato e venduto. Come detto in precedenza, tutto viene effettuato con cadenza giornaliera e, dunque, la cosa migliore da fare è cercare di rimanere costantemente aggiornati.

Suggeriamo di consultare i siti web dei migliori banco metalli della capitale per restare costantemente aggiornati sulla quotazione oro, spesso utilizzando la funzione GOLD ALERT è possibile ricevere un messaggio non appena il prezzo del prezioso metallo raggiunge la quotazione di interesse.

 

 

Banco Metalli e Compro Oro quali le differenze?

2438940578_f9d3aa0317_zVuoi vendere il tuo oro per realizzare una piccola cifra da utilizzare come vuoi ma non sai come fare? Ti stai perdendo fra le offerte di vari Compro Oro e non sai a chi rivolgerti? Non ti preoccupare! Per risolvere le tue problematiche puoi rivolgerti ad un altro tipo di attività, sicura, professionale e affidabile. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Una soluzione alternativa ai Compro Oro per la vendita di oro e gioielli preziosi può essere il Banco Metalli Roma OroChange per esempio. Si tratta di un’attività commerciale privata che deve necessariamente aver avuto l’autorizzazione dalla Banca d’Italia per la sua attività. E’, infatti, un’attività molto più complessa rispetto al classico Compro Oro perché svolge diverse attività in più che un negozio di compravendita di oro e preziosi non può svolgere. Infatti oltre alla vendita e all’acquisto di oro, argento e altri metalli preziosi, queste attività possono anche occuparsi della realizzazione di metalli preziosi da investimenti, come lingotti e gettoni d’oro, oppure una serie di servizi, come la fusione dell’oro usato, che sono prettamente rivolti ad altre attività b2b come gioiellerie e Compro Oro.

La storia di questo tipo di attività nasce con la Legge 7 del Gennaio 2000 con la quale il Legislatore ha avuto modo di regolare questa attività che per sua natura correva il rischio di infiltrazioni malavitose. Con questa legge, invece, sono stati fissati dei paletti molto rigidi e selettivi per ottenere la licenza all’attività. Proprio per questo motivo sono anche state fissate le caratteristiche che sono necessarie per richiedere la qualifica per avviare l’attività. Fra le particolarità che si devono possedere, una molto importante riguarda la forma giuridica. Occorre, infatti, essere una società per azioni, ossia una SpA, per avere l’autorizzazione ma è possibile anche essere una Srl. L’importante è, però, che il capitale sociale della ditta sia stato interamente versato e sia pari almeno a 120mila euro. Un altro requisito importante è quello di possedere la chiara indicazione all’interno dell’oggetto sociale della ditta dell’attività di compravendita di metalli preziosi. Chi non è in possesso di questa dicitura non può neanche provare a richiedere l’autorizzazione all’attività. Infine il terzo requisito indispensabile è quello dell’onorabilità. Si tratta di un requisito molto importante, regolato dagli articoli 16, 108 e successivo del T.U. sul diritto creditizio e bancario. Secondo questo principio, chiunque lavora all’interno di un’attività del genere deve necessariamente essere onorabile e condurre l’attività secondo la regola del buon padre di famiglia. Infine, tutte le attività autorizzate dalla Banca d’Italia all’esercizio sono iscritte all’interno di un apposito registro ufficiale. Al momento dell’iscrizione, si riceve un numero di matricola che sarà impresso anche su tutti i prodotti realizzati, in particolare lingotti, monete da investimenti, gettoni d’oro e d’argento. In questo modo è possibile risalire immediatamente e con certezza agli artefici di qualsiasi pezzo in metallo prezioso.

A questo punto, però, ancora non è chiara la differenza fra questo tipo di attività e i classici Compro Oro. Probabilmente si può affermare che la differenza più grande consistite nel cliente finale e nella tipologia di servizi offerti. Infatti solo i Banco Metalli possono procedere alla fusione dei materiali preziosi e alla realizzazione di prodotti da investimento, questo perché solo loro sono autorizzati ad imprimere la propria matricola sui prodotti. Per questo motivo offrono un tipo di servizio che è molto adatto non solo ad una clientela fatta di privati ma anche e soprattutto ad una clientela business. Sono tante le realtà aziendali – nell’ambito della gioielleria e non solo – che necessitano di un servizio professionale per la fusione dei metalli e non solo. Infatti un altro tipo di servizio molto importante esercitato da questo tipo di attività è la raccolta dell’oro usato invenduto. Tutte queste caratteristiche e un personale tecnico sempre molto preparato e competente fanno di questo tipo di attività un vero e proprio punto di riferimento del settore, in grado di soddisfare con serietà e professionalità qualsiasi esigenza della clientela, sia privata che aziendale.

Diffusione dei compro oro il lato positivo

parureAl giorno d’oggi chiunque abbia in casa qualche oggetto prezioso che non è più di suo gradimento, un monile rotto che non vale la pena far aggiustare o qualsiasi altro prodotto in oro o in argento, può decidere di venderlo magari per mettere da parte un piccolo gruzzoletto da utilizzare per acquistare altro. E così il sogno del televisore nuovo o dello scooter per il proprio figlio è realizzato!

Ma non è sempre stato così: i negozi compro oro hanno subito, nel corso del tempo, una fama negativa che per anni ha tenuto lontano molti potenziali utilizzatori. Si pensava che fossero un ricettacolo di oggetti rubati, che le quotazioni di vendita fossero fasulle, che spesso ci fosse troppa poca trasparenza sui metodi di quantificazione del peso. Per fortuna oggi non è più così e per raggiungere questo risultato molto è stato fatto soprattutto dai grandi franchising che hanno sistematizzato l’intera procedura rendendo l’esperienza di vendita in un compro oro assolutamente positiva e priva di rischi.

Vediamo cosa è stato fatto nello specifico. Innanzitutto, la trasparenza. Le quotazioni dei metalli preziosi – con particolare riferimento all’oro e all’argento – sono sempre esposte in evidenza sia all’esterno dei punti vendita, in apposite tabelle luminose, che all’interno dei negozi, e vengono aggiornate in tempo reale. La quantità di oro e altri metalli preziosi presenti negli oggetti che il cliente va a vendere sono stabilite con strumenti di precisione ed analisi specifiche (come ad esempio il saggio alla tocca) che non lasciano spazio al dubbio e l’intera operazione viene svolta sotto gli occhi del cliente, così da garantirne il corretto svolgimento. Infine, dopo ogni vendita viene rilasciata regolare ricevuta e non vengono accettati oggetti di dubbia provenienza perchè chiunque si rivolga ad un compro oro per vendere qualcosa, deve fornire un documento di riconoscimento in corso di validità per garantire la provenienza dei preziosi ed evitare il reato di riciclaggio.

Per una maggiore garanzia ancora, poi, è possibile verificare le autorizzazioni che i compro oro devono necessariamente avere e che sono per legge esposte all’interno del punto vendita.

Infine – ma non meno importante – lo sviluppo della tecnologia anche in questo campo ha permesso ormai di utilizzare una serie di strumenti che sono di estremo aiuto per il cliente che vuole vendere i suoi beni. Ad esempio, i negozi più quotati, offrono la possibilità sul proprio sito di poter verificare le quotazioni dei preziosi in tempo reale ed usufruire di un servizio di blocco/prezzo che permette di bloccare il valore nel momento in cui è più alto e solo successivamente recarsi in un punto vendita per perfezionare l’operazione. E così, senza farsi prendere dall’ansia di monetizzare quanto prima il nostro oro, possiamo avere la certezza di realizzare il guadagno maggiore comodamente da casa nostra.

Ma non è tutto! I compro oro, infatti, sono ormai una realtà consolidata e garantita non solo per quanto riguarda la vendita di oggetti preziosi ma anche per il loro acquisto. Oggi è possibile considerarli delle vere e proprie gioiellerie nelle quali si possono trovare pezzi interessanti – e spesso anche vintage – a prezzi estremamente più contenuti rispetto ad un normale negozio.
Infatti, i negozi compro oro sono anche autorizzati alla vendita di preziosi. Può capitare, ad esempio, che qualcuno si rechi in un punto vendita per disfarsi di oggetti che non piacciono più ma che sono ancora in buono stato. A quel punto, il compro oro procede alla pulitura dell’oggetto prezioso, ad eventuali aggiusti del caso e, successivamente, li rimette in vendita dandogli così nuova vita. In alcuni compro oro è addirittura possibile procedere ad una permuta: si portano oro e argento che non vogliamo più e scegliamo un oggetto che ci piace di pari valore. E non dimentichiamo il servizio di fusione nel caso si decida di trasformare il nostro oro vecchio in lingotti da investimento!

Numismatica: l’investimento in monete

monete da investimentoIl settore dell’oro da investimento si ramifica in diversi campi, più o meno specialistici. Un ramo particolarmente interessante e di facile approccio per l’investitore medio è sicuramente quello delle monete d’oro. Le monete lingotto come vengono altrimenti definite, sono composte in percentuale variabile, comunque alta, di metallo puro e vengono prezzate per questo contenuto, ossia detto tecnicamente a peso d’oro, ma anche per il loro valore numismatico legato alla rarità ed allo stato di conservazione della singola moneta. Andiamo ora ad analizzare i vantaggi di questo tipo di investimento e vediamone insieme alcune delle più comuni, per offrire una panoramica ed una base di partenza per chi volesse affacciarsi su questo mondo.

I vantaggi dell’investimento in questo tipo di strumento sono molteplici. Il primo è che ne esistono praticamente di ogni dimensione, e quindi di prezzo: dai pochi grammi di un Marengo, dal costo di circa duecento euro, fino all’oncia di un Krugerrand a mille e passa euro. Perciò ogni investitore potrà facilmente trovare una o più di queste, il cui prezzo coincida quasi esattamente con la cifra che desidera investire.
Il secondo vantaggio è di natura fiscale. Le monete auree, pur non essendo interamente composte da metallo puro, sono considerate ai fini fiscali alla stregua dei lingotti di metallo puro. Di conseguenza godono dell’esenzione Iva prevista per il metallo fino da investimento. Inoltre il guadagno ottenuto dalla vendita di monete auree da parte di privati non è sottoposto a tassazione.
Il terzo vantaggio è che rappresentano un bene se possibile ancora più liquido dei lingotti, infatti hanno un mercato molto più ampio, e quindi possibili acquirenti ancor più numerosi.

Parliamo ora di alcune monete presenti sul mercato. Quasi ogni stato conia oppure ha coniato in passato le proprie monete auree, tuttavia è consigliabile acquistare, a scopo di investimento, solo alcuni tipi maggiormente comuni e quindi più facilmente reperibili e rivendibili.
La prima moneta della lista non può che essere il Marengo. E’ una moneta molto comune in Italia, coniata dal 1879 al 1897. Ha un titolo, il contenuto di metallo puro sul totale, di 900 millesimi ed un peso di metallo fino di grammi 5,8. Dato il suo prezzo abbastanza contenuto è la moneta perfetta per avvicinarsi a questo tipo di investimenti. Se ne trovano in commercio anche di emissioni rare, come il famoso collo lungo, così chiamato per la lunghezza del collo del sovrano impresso, che hanno un valore ovviamente superiore.
Altra moneta molto comune è la storica sovrana britannica, volgarmente detta sterlina aurea, coniata addirittura fin dalla metà del 1400. Quelle attualmente in circolazione si dividono in vecchio conio, 1871-1925, e nuovo conio dal 1957 ai giorni nostri. Il titolo standard è di 917 millesimi per un peso di metallo fino di grammi 7,32. Il prezzo è quindi superiore di circa un quarto a quello del Marengo. Anche le sovrane sono state emesse in serie speciali o limitate, il cui valore è superiore a quello degli esemplari meno rari.
Salendo di peso e di prezzo troviamo i quattro ducati austriaci. La particolarità di questa moneta è che i pezzi reperibili in circolazione sono stati quasi tutti riconiati, e tutt’ora vengono coniati dalla zecca austriaca ma recano tutti impressa la data 1915. Hanno un titolo più alto delle altre, 986 millesimi, ed un peso di metallo puro di grammi 13,76.
Infine il famoso Krugerrand sudafricano, l’unica moneta aurea al mondo che è anche accettata nel paese di emissione come forma di pagamento legale. E’ coniata tradizionalmente nel peso di un’oncia esatta di metallo fino, grammi 31,10, con un titolo di 917 millesimi. Ne sono state coniate anche versioni più piccole, da un decimo, un quarto e mezza oncia. Ha la particolarità di avere un colore tendente all’arancione in quanto, a differenza di quasi tutte le monete auree che sono legate con argento, questa è legata con rame.
Un ultimo consiglio va dato su dove acquistare le monete da investimento. Diffidate delle aste online oppure di annunci vari che promettono magari pezzi rari e perfettamente conservati. Rivolgetevi piuttosto ad un banco metalli della vostra città, oppure se preferite acquistare sul web scegliete siti di provata esperienza ed affidabilità, che rilasciano insieme alla moneta un certificato di autenticità che vi sarà sicuramente utile quando la rivenderete.